mercoledì 16 marzo 2016

Meditazione sulle matrioske



Sto lavorando a un ciclo di incontri di meditazione che parta da diversi spunti simbolici offerti dalle matrioske, quelle famose e strane bamboline russe di legno che sono nascoste una dentro all'altra. L'origine antica sembra risalire alla tradizione delle scatole cinesi.
Il percorso potrebbe prevedere:

1. OSSERVAZIONE PROFONDA DI OGNI BAMBOLA IN SUCCESSIONE
Le matrioske vengono svelate una dopo l'altra, e nella meditazione dell'osservazione profonda si ascolta cosa ci viene intuitivamente suggerito dal rapporto tra loro, nelle diverse proporzioni.
Alcune domande possono riguardare: quale di quelle sono? Dove mi colloco? Cosa custodisco? Cosa nascondo? Quanti strati ho?

2. ESPRESSIONE DELLA MIA VOCE PIU' PROFONDA
Nell'osservazione partecipe delle diverse matrioske, immagino un percorso interno, verso le mie parti più profonde e nascoste. Posso provare a dare voce con il canto intuitivo a ciascuna di queste parti, fino arrivare a quella più piccola e interna. Un processo analogico dove la voce guida la ricerca interiore.

3. I RAPPORTI INTERGENERAZIONALI
La successione delle bamboline può rappresentare la sequenza intergenerazionale. Posso vedere in ogni singola matrioska una specifica linea generazionale, un antenato particolare, di sangue o spirituale, e le future generazioni. Questa meditazione stimola la comprensione del legame intergenerazionale, secondo il quale siamo tutti uguali ma diversi, e sentire ancora viva la presenza dei nostri antenati. L'insegnamento del buddhismo mahayana dell'inter-essere (secondo la definizione della tradizione di Thich Nhat Hanh) viene quindi rappresentato da bambole uguali ma sempre diverse tra loro.

4.  VEDO ME STESSO NEL FLUIRE DEL TEMPO
La visione profonda ci permette di comprendere anche il rapporto con le diverse trasformazioni personali che abbiamo incontrato e incontreremo nel corso del tempo. In questo caso le diverse statuine possono rappresentare me stesso in diversi momenti o epoche della mia vita. Dopo averle osservate una accanto all'altra, posso decidere di identificarmi con una di esse, e riflettere sulle mie diverse manifestazioni prima e dopo il momento presente.
Può essere utile sviluppare una storia autobiografica. Per facilitare lo sviluppo di un racconto creativo e intuitivo, che offra spunti di comprensione, si possono associare ad ogni bambolina una o più immagini (carte di Dixit, tarocchi di Marsiglia, Tarocchi di Osho, mandala, ecc. ).
I partecipanti possono provare a scrivere una traccia della loro storia, sotto la guida delle immagini, e condividere poi un racconto verbale con gli altri partecipanti.

5. IL PRINCIPIO OLOGRAFICO
La matrioska può rimandare anche al principio olistico dell'ologramma, secondo il quale in ogni parte primaria del nostro corpo è riprodotto l'intero nostro corpo, come ci viene insegnato per esempio dalla riflessologia o dall'agopuntura. Gli organi interni, gli organi di senso, i piedi, le orecchie, ecc. proprio come in un ologramma riproducono l'immagine corporea per intero, osservata però da un altro punto di vista.


4 commenti:

rossana suglia ha detto...

mi sembra interessante questo viaggio alla ricerca di tracce di noi stessi come possibilità di conoscerci e riconoscerci, facendo pace con alcuni "pezzi" della nostra esistenza.

Anna Paleari ha detto...

Grazie, Guglielmo, di avermi segnalato questa tua ricerca che può diventare un lavoro di introspezione su molti fronti. Scusa il ritardo nella risposta, ma sono tornata solo domenica da una vacanza-mare. Un saluto
Anna P.

Guglielmo Nigro ha detto...

Io sto sperimentando.
Settimana scorsa e questa sera a Lissone, col mio piccolo gruppo di pratica, abbiamo avviato l'esplorazione intorno alle matrioske. Davvero interessante.
Speriamo di poterlo riproporre, Anna?

Buon rientro...

Anna Paleari ha detto...

proponi un programma e vediamo, a me personalmente l'idea piace tanto
un saluto

Tutti i testi di questo blog sono (c) di Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato. Puoi diffonderli a tuo piacere ma ti chiedo di indicare sempre la fonte e/o l'autore.