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giovedì 4 febbraio 2016
Riscopriamo la nostra musica! - Ciclo di incontri presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC)
Da fine febbraio, al sabato pomeriggio, sei incontri di esplorazione della nostra musicalità innata e intuitiva. Con semplici esperienze musicali, guidate dal movimento del corpo, dal suono della nostra voce, dal ritmo contagioso delle percussioni, potremo iniziare insieme un percorso di autentica riscoperta delle nostre risorse interne e delle infinite possibilità creative che la vita ci ha messo a disposizione.
Programma degli incontri:
sabato 27 febbraio; 5, 19 marzo; 2, 16, 30 aprile 2016
dalle ore 14,30 alle ore 17,00
Per informazioni e iscrizioni, contattate il Centro Ricerche Yoga di Barzanò o il sottoscritto.
Altre informazioni nel volantino qui sotto allegato.
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lunedì 5 gennaio 2015
Improvvisazione creativa - Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC)
Incontri di Musicoterapia
olistica – Centro Ricerche Yoga, Barzanò (LC)
Programma
degli incontri:
sabato
31 gennaio; 14 e 28 febbraio; 14 e 28 marzo; 11 aprile 2015
dalle
ore 14,30 alle ore 17,00
Per informazioni o prenotazioni, contattami.
Di seguito una presentazione.
La vita ci pone
giornalmente nuove sfide creative, dolorose e gioiose. Nel lavoro, in famiglia,
nelle relazioni affettive, nel rapporto profondo con noi stessi siamo chiamati
a sviluppare un approccio flessibile,
dinamico e aperto. Attraverso la sperimentazione diretta nell’azione, in
relazione con gli altri, possiamo comprendere, accogliere, cambiare.
La ricerca musicale e quella spirituale, sono accomunate da due processi simili e complementari: la possibilità di sviluppare strumenti e competenze sempre più utili al proprio sviluppo; la possibilità di interiorizzare la tecnica al punto da poterla “dimenticare”, alfine di dare spazio alla creazione intuitiva nel momento presente, all’improvvisazione.
Improvvisare, da questo punto di vista, è un processo creativo che richiede una precisa predisposizione, e si confronta con l’insieme di conoscenze, competenze, vincoli, abitudini, aspettative e paure che abbiamo accumulato nel tempo della nostra esistenza. Un approccio alla vita sano e gioioso passa attraverso la flessibilità e la creatività.
Il ciclo di incontri del 2015 si pone l’obiettivo di esplorare questi aspetti attraverso la potente metafora della musica e dell’espressività sonora.
La ricerca musicale e quella spirituale, sono accomunate da due processi simili e complementari: la possibilità di sviluppare strumenti e competenze sempre più utili al proprio sviluppo; la possibilità di interiorizzare la tecnica al punto da poterla “dimenticare”, alfine di dare spazio alla creazione intuitiva nel momento presente, all’improvvisazione.
Improvvisare, da questo punto di vista, è un processo creativo che richiede una precisa predisposizione, e si confronta con l’insieme di conoscenze, competenze, vincoli, abitudini, aspettative e paure che abbiamo accumulato nel tempo della nostra esistenza. Un approccio alla vita sano e gioioso passa attraverso la flessibilità e la creatività.
Il ciclo di incontri del 2015 si pone l’obiettivo di esplorare questi aspetti attraverso la potente metafora della musica e dell’espressività sonora.
Non sono necessarie specifiche competenze musicali per partecipare agli incontri.
Spunti di musicoterapia:
Esperienze
musicali, vocali e corporee per riconoscere e comprendere la propria musicalità
personale, i propri confini e limiti, le proprie risorse.
Verbalizzazioni
attraverso l’antica arte degli haiku.
Indicazioni olistiche:
Il
silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi.
L’armonizzazione
del respiro attraverso la voce per unificare corpo, mente e parola.
Il
movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la
decostruzione dell’armatura psicosomatica, alfine di liberare le energie
collegate alle emozioni e alle razionalizzazioni.
L’improvvisazione creativa
per una diversa comprensione di sé e delle proprie possibilità:
Un
invito a sperimentare con la musica e il suono le possibilità creative,
innovative e intuitive a nostra disposizione, per affrontare con maggiore
serenità ed efficace le diverse sfide della vita.
Come posso sapere chi sono, se non sento
quello che suono?
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domenica 2 febbraio 2014
Nel paese dei mostri selvaggi - Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC)
(c) maurice sendak
Anche quest'anno, a febbraio inizia un nuovo ciclo di Incontri di Musicoterapia olistica presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
L'argomento di quest'anno riguarda la Paura, il Coraggio e il Potere Personale.
Tutti gli incontri si terranno di sabato pomeriggio, dalle 14,30 alle 16,30, nelle seguenti date:
15 febbraio; 1, 15 e 29 marzo; 5 aprile e 10 maggio 2014.
Per informazioni o prenotazioni, contattami.
Di seguito una presentazione.
Maurice Sendak ha
scritto diversi racconti illustrati per ragazzi. Ha sempre detto, nelle sue
poche interviste, che la sua intenzione era raccontare ai ragazzi e al bambino
dentro ogni adulto. Il suo libro più famoso è Nel paese delle creature
selvagge (Where the wild things are, 1963). Si tratta di un viaggio
immaginario nelle paure nascoste nel cuore di ognuno di noi. In quel villaggio
pieno di mostri, si nascondono grandi angosce e inaspettate forze, luoghi
oscuri ed energie trasformative.
Gli incontri di musicoterapia di quest’anno si pongono
l’obiettivo di esplorare insieme il tema della paura, del coraggio, del potere
e delle responsabilità personali. Con l’aiuto immaginifico ed espressivo della
musica, all’insegna del gioco e della creatività, cercheremo di comprendere un
po’ più a fondo il senso e la funzione delle nostre paure, quali strategie e
modalità si possono mettere in atto per conoscerle e trasformarle, come dare
sostegno al nostro coraggio e al nostro “potere” personale.
Spunti di musicoterapia:
Esperienze musicali, vocali e corporee per riconoscere e comprendere la propria musicalità personale, i propri confini e limiti, le proprie risorse.
Esperienze sonore per dare voce e forma alle proprie paure e al proprio coraggio.
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku.
Intuizioni e spunti attraverso l’uso dei Tarocchi Zen di Osho.
Esperienze musicali, vocali e corporee per riconoscere e comprendere la propria musicalità personale, i propri confini e limiti, le proprie risorse.
Esperienze sonore per dare voce e forma alle proprie paure e al proprio coraggio.
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku.
Intuizioni e spunti attraverso l’uso dei Tarocchi Zen di Osho.
Improvvisazioni musicali e vocali per ritrovare il piacere per la libertà espressiva.
Il silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi.
L’armonizzazione del respiro attraverso la voce per unificare corpo, mente e parola.
Il movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la decostruzione dell’armatura psicosomatica, alfine di liberare le energie collegate alle emozioni e alle razionalizzazioni.
La gioia del suono nella scoperta delle proprie paure e del proprio coraggio.
Dobbiamo essere forti e cicciottelli
Gabo
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giovedì 14 marzo 2013
Il gioco del giardiniere: innaffiare i semi
La
nostra mente è un insieme caotico e stratificato di pensieri, emozioni,
sensazioni. Le formazioni mentali di cui siamo consapevoli sono molto meno di quelle
di cui abbiamo poco o nulla consapevolezza.
La libertà personale consiste nel dare vita a un nuovo gioco, quello della scoperta della nostra natura e di come si muove la nostra coscienza. Nella tradizione buddhista si parla dei semi, ovvero quelle formazioni mentali (pensieri, emozioni, sensazioni) piacevoli o spiacevoli che sono già dentro di noi (nella cosiddetta “coscienza deposito”) e che attendono solo di essere innaffiate prima di manifestarsi. Riconoscerle, innaffiare i semi positivi invece di quelli negativi, sentire come si sviluppano dentro di noi, tutto questo è un’arte, l’arte della consapevolezza. Ogni pratica artistica richiede impegno, vitalità, creatività, curiosità e disponibilità all’imprevisto. Se ci apriamo a questa condizione, ogni situazione della nostra vita (ricorrente o inaspettata) è una bellissima, luminosa opportunità per conoscere chi siamo e come si muove la nostra coscienza. Ci sono moltissime pratiche che possono aiutarci. Di seguito riporto le quattro pratiche della diligenza (virya paramita), così come le descrive il maestro buddhista Thich Nhat Hanh. Vuol essere uno spunto per riflette, ma soprattutto uno stimolo per agire diversamente nel nostro quotidiano.
La libertà personale consiste nel dare vita a un nuovo gioco, quello della scoperta della nostra natura e di come si muove la nostra coscienza. Nella tradizione buddhista si parla dei semi, ovvero quelle formazioni mentali (pensieri, emozioni, sensazioni) piacevoli o spiacevoli che sono già dentro di noi (nella cosiddetta “coscienza deposito”) e che attendono solo di essere innaffiate prima di manifestarsi. Riconoscerle, innaffiare i semi positivi invece di quelli negativi, sentire come si sviluppano dentro di noi, tutto questo è un’arte, l’arte della consapevolezza. Ogni pratica artistica richiede impegno, vitalità, creatività, curiosità e disponibilità all’imprevisto. Se ci apriamo a questa condizione, ogni situazione della nostra vita (ricorrente o inaspettata) è una bellissima, luminosa opportunità per conoscere chi siamo e come si muove la nostra coscienza. Ci sono moltissime pratiche che possono aiutarci. Di seguito riporto le quattro pratiche della diligenza (virya paramita), così come le descrive il maestro buddhista Thich Nhat Hanh. Vuol essere uno spunto per riflette, ma soprattutto uno stimolo per agire diversamente nel nostro quotidiano.
Nella nostra
coscienza deposito ci sono semi di sofferenza e semi di felicità, semi salutari
e semi non-salutari; la pratica della diligenza consiste nell’innaffiare i semi
salutari. La diligenza può essere agita attraverso quattro pratiche.
Prima
di tutto sistema la tua vita in modo da non dare ai semi cattivi alcuna
occasione di manifestarsi. Dobbiamo
organizzare la nostra vita e il nostro ambiente affinché in noi il seme della
violenza, il seme della rabbia, il seme della disperazione non abbiano alcuna
occasione di essere innaffiati. Alcuni di noi vivono in ambienti nei quali i
semi negativi si innaffiano tutti i giorni. Quella non è diligenza: dobbiamo
organizzarci, dobbiamo prendere decisioni, dobbiamo usare il nostro libero
arbitrio per decidere come condurre la nostra vita, per scegliere i nostri
consumi abituali. Sappiamo benissimo che in noi ci sono i semi della
disperazione, della violenza, della rabbia e della paura; non è sano permettere
che siano innaffiati e che si manifestino […] Potete discutere con gli altri
come creare un certo ambiente, uno stile di vita che vi aiutino a prevenire
l’innaffiare e il manifestarsi dei semi negativi che avete dentro.
Che fare, poi, nel
caso che i semi negativi siano stati innaffiati e si manifestino? Fate in modo che tornino prima possibile
alla forma di seme. Ci sono molti sistemi: per esempio con la pratica di yoniso manaskara, l’attenzione appropriata, si porta l’attenzione
su altri oggetti della coscienza, su cose che siano interessanti, pacifiche e
positive. Quando siamo in contatto con le cose buone, le manifestazioni non
salutari tornano al luogo da cui sono venute, riprendendo la forma di semi. Fra
i metodi consigliati dal Buddha c’è anche quello di “sostituire il piolo”. In
tempi antichi, per unire due blocchi di legno il falegname usava dei pioli o
cavicchi di legno […] Se il cavicchio marciva lo si poteva sostituire facendone
entrare a forza uno nuovo nello stesso foro, così da rimpiazzare il piolo
vecchio con il nuovo. L’analogia serve a illustrare la tecnica per cambiare
formazione mentale. Quando capita che il seme della rabbia venga innaffiato e
si manifesti nella relativa formazione mentale a livello di coscienza mentale,
si sta male; a quel punto si tratta di chiamare un’altra formazione mentale per
sostituire quella della rabbia.
Ai giorni nostri
invece dell’immagine della sostituzione del piolo io userei piuttosto quella di
“cambiare il CD”: se il CD che stai ascoltando non è bello lo sostituisci con
un altro. Nella nostra coscienza deposito abbiamo tanti bellissimi CD tra i
quali scegliere! Se lasciamo che il primo CD che abbiamo messo (ossia la
formazione mentale) si faccia sentire a lungo, quello continuerà a innaffiare i
semi negativi riportando a galla ancora sempre le stesse cose. La seconda pratica della diligenza,dunque,
è quella di cambiare il CD, cioè di fare in modo che le manifestazioni
negative riprendano la forma di seme quanto prima possibile.
La
terza pratica è innaffiare i semi positivi e salutari che si trovano nella
nostra coscienza deposito, dando loro
l’opportunità di manifestarsi: il seme della compassione, il seme dell’amore,
il seme della speranza, il seme della gentilezza amorevole, il seme della
gioia. Questi semi sono già dentro di te, dunque organizza la tua vita e la tua
pratica in modo che vengano innaffiati più volte nella giornata, così che si
possano manifestare. Possiamo farlo come individui, possiamo farlo come coppia,
possiamo farlo come Sangha, aiutandoci a vicenda a innaffiare i semi salutari
affinché si manifestino sullo schermo della coscienza mentale. Quando si
manifestano i semi salutari, la gioia, la libertà e la felicità diventano
possibilità concrete.
La
quarta pratica è mantenere viva la manifestazione il più a lungo possibile. È come quando abbiamo ospiti graditi: siamo felicissimi
della loro presenza, dunque li incoraggiamo a fermarsi il più a lungo possibile
[…] Lo stesso vale quando continui a guardare spettacoli violenti alla
televisione: il seme della violenza cresce sempre più dentro di te. Se continui
ad ascoltare i discorsi di Dharma, vengono innaffiati di continuo i semi
salutari della comprensione e della libertà. Per questo ragione la paramita
della diligenza va compresa alla luce degli insegnamenti sulla coscienza.
Thich
Nhat Hanh, da Camminando con il Buddha (ed. Mondadori)
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giovedì 7 marzo 2013
Il gioco è meditazione gioiosa
La più semplice e incisiva definizione di
meditazione, è questa: riuscire a vedere le cose così come sono. La meditazione
non è una tecnica. È una condizione esistenziale. Le diverse, infinite tecniche
possono aiutare a sviluppare un atteggiamento meditativo nella vita quotidiana.
Lo scopo?
Vedere sé stessi in relazione al mondo, nel nostro percorso di crescita e di pacificazione, per quello che siamo, al di là di paure, proiezioni e condizionamenti (consci e inconsci). La meditazione è un salto nell'inconscio che riemerge e si rivela alla nostra consapevolezza. Perché ciò accada, è necessario imparare (di nuovo) a giocare, a celebrare l’esistenza in modo gioioso. Sviluppare curiosità, coraggio e stupore verso l’esistenza, in ogni sua forma. Ecco come Osho spiega questo processo:
Lo scopo?
Vedere sé stessi in relazione al mondo, nel nostro percorso di crescita e di pacificazione, per quello che siamo, al di là di paure, proiezioni e condizionamenti (consci e inconsci). La meditazione è un salto nell'inconscio che riemerge e si rivela alla nostra consapevolezza. Perché ciò accada, è necessario imparare (di nuovo) a giocare, a celebrare l’esistenza in modo gioioso. Sviluppare curiosità, coraggio e stupore verso l’esistenza, in ogni sua forma. Ecco come Osho spiega questo processo:
La parte che avete
rinnegato, l’inconscio, può divenire attiva e creativa soltanto se arricchite
la vostra vita di una nuova dimensione: la
dimensione del festoso, del gioco. La meditazione, di conseguenza, non deve
essere un lavoro, ma un gioco. Pregare non è un affare serio, ma un gioco.
Meditare non è un’attività finalizzata all’ottenimento di uno scopo (pace,
felicità…) ma qualcosa di cui si deve gioire come fine a se steso.
La dimensione
gioiosa è la cosa più importante da cogliere…e l’abbiamo persa totalmente. Per festoso, gioioso, intendo la capacità
di gioire, momento per momento, di tutto quello che vi tocca.
Siamo ormai così
condizionati e le nostre abitudini sono divenute così meccaniche che la nostra
mente è orientata al raggiungimento di un utile anche quando non c’è alcun
utile da raggiungere. Non c’è bisogno di restringere il campo mentale, eppure
lo si fa. Perfino quando giocate, non
state giocando. Non ne traete piacere. Giocate a carte, per esempio, ma non
ne traete godimento; giocate per la vittoria e il gioco diventa allora un
lavoro. Quanto sta accadendo non è importante, quello che conta per voi è
soltanto il risultato.
In
una prospettiva economica è il risultato a essere importante. In una
celebrazione festosa quello che conta è invece l’atto. Se siete capace di
rendere ogni azione significante di per sé, essa diventa un rito e ne traete
gioia.
In simili occasioni
i limiti, le delimitazioni restrittive, sono infranti. Non ce n’è bisogno e li
si getta. Smettete la vostra camicia di forza,
la forza costrittiva della concentrazione. Ora non state più scegliendo;
accettate tutto quello che viene. E nel momento in cui accogliete in voi la
totalità dell’esistente, divenite uno con esso. È una comunione.
È
questa comunione che chiamo meditazione: questa celebrazione, questa consapevolezza non selettiva, questo
atteggiamento di assoluta gratuità. La
festività è nel momento, nell’atto – non nella preoccupazione per i risultati,
né nel loro raggiungimento. Non c’è
nulla da raggiungere: si può gioire di quanto è qui e adesso.
Ogni istante può
essere “economico” e ogni istante può essere meditativo. La differenza sta
nell’atteggiamento. Se avete trasceso ogni scelta, se lo vivete come un gioco, allora è meditativo.
Osho,
Meditazione dinamica, ed. Mediterranee.
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lunedì 28 gennaio 2013
Il gioco sorprendente della musica - approfondimento
Prima di leggere questa pagina, prenditi qualche secondo per apprezzare la gioia di mio figlio Gabo che improvvisa una danza su un panettone stradale durante un assolo di batteria da strada...
Ora torniamo seri.
Ma non dimenticare la gioia del gioco e dell'improvvisazione libera nella tua vita!
Ora torniamo seri.
Ma non dimenticare la gioia del gioco e dell'improvvisazione libera nella tua vita!
Nella nostra memoria, alcuni tra i ricordi più dolci riguardano i giochi dell’infanzia. Il piacere dell’esplorazione, l’assenza del peso schiacciante delle responsabilità, il gusto per la conoscenza, il divertimento della creatività, la potenza della relazione con gli altri e con il mondo.
E nel nostro presente? Quale spazio dedichiamo a quelli che sono elementi fondamentali del nostro equilibrio psicofisico e del nostro benessere? È possibile ritornare in contatto con la nostra parte vitale capace di esplorare, creare, immaginare, sorprendersi, costruire relazioni inedite… giocare?
Gli incontri del nuovo ciclo di incontri di musicoterapia olistica che ho il piacere di presentare in questo 2013 presso il Centro Yoga di Barzanò, a partire da sabato 9 febbraio, vorrebbero essere occasione per riflettere e sperimentare la gioia e il senso di libertà che il gioco in età adulta può offrire.
Il gioco da adulti è una delle esperienze più gioiose che si possano fare, accompagnato dalla consapevolezza e dalla comprensione. Il piacere di lasciarsi sorprendere, di aprirsi alle esperienze della vita, cercando di disinnescare schemi di pensiero abituali, rituali psicogeni antichi quanto inutili.
La musica e l’espressione creativa possono essere un’opportunità reale e concreta per riscoprire il nostro umano bisogno di giocare e sperimentare; e possono dar voce, allo stesso tempo, al luogo della nostra mente dove l’immaginazione, la creatività, la passione e il divertimento riposano intontite dalle fatiche quotidiane.
Il cammino, in fondo, va sempre nella stessa direzione: far emergere le infinite risorse a nostra disposizione per essere più sereni e aperti a noi stessi e al mondo; riprendere il filo perduto della nostra evoluzione personale.
Il gioco da adulti è una delle esperienze più gioiose che si possano fare, accompagnato dalla consapevolezza e dalla comprensione. Il piacere di lasciarsi sorprendere, di aprirsi alle esperienze della vita, cercando di disinnescare schemi di pensiero abituali, rituali psicogeni antichi quanto inutili.
La musica e l’espressione creativa possono essere un’opportunità reale e concreta per riscoprire il nostro umano bisogno di giocare e sperimentare; e possono dar voce, allo stesso tempo, al luogo della nostra mente dove l’immaginazione, la creatività, la passione e il divertimento riposano intontite dalle fatiche quotidiane.
Il cammino, in fondo, va sempre nella stessa direzione: far emergere le infinite risorse a nostra disposizione per essere più sereni e aperti a noi stessi e al mondo; riprendere il filo perduto della nostra evoluzione personale.
La musica (e la musicalità) è utilizzata come opportunità per rivelarci a noi stessi e agli altri, sorprenderci delle molteplici possibilità, superando pregiudizi e condizionamenti relazionali, culturali ed emotivi.
Essere come un neonato
Portando e nutrendo la tua anima sensibile
e abbracciando l’uno, puoi non
separartene?
Concentrando il respiro e sviluppando la morbidezza,
puoi
essere come un neonato?
Purificando e ripulendo la visione profonda,
puoi
essere senza macchia?
Amando il popolo e governando lo stato,
puoi
restare nel non sapere?
Aprendo e chiudendo le porte del cielo,
puoi
essere il femminile?
Illuminando i quattro angoli del mondo,
puoi
attenerti al non agire?
Genera e alleva, genera senza possedere,
agisci senza contare sui risultati,
coltiva senza impadronirti:
questa è detta la “virtù nascosta”.
Lao Tzu, Tao Te Ching, ed. Feltrinelli
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venerdì 25 gennaio 2013
Il gioco sorprendente della musica – Centro Ricerche Yoga, Barzanò (LC)
A febbraio inizia un nuovo ciclo di Incontri di Musicoterapia olistica al Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
L'argomento di quest'anno è il gioco, inteso come opportunità per ritrovare la gioia e la libertà di sperimentare, di scoprire e di sviluppare relazioni emotivamente significative con gli altri, attraverso l'uso della musica nelle più diverse forme (improvvisazioni intuitive, danza e movimento spontaneo, canto, ...).
Tutti gli incontri si terranno di sabato pomeriggio, dalle 14,30 alle 16,30.
Ecco il programma:
9 e 23 febbraio; 2 e 16 marzo; 6 e 13 aprile 2013
Spunti di musicoterapia: Esperienze musicali, vocali e corporee per riconoscere e comprendere la propria musicalità personale, i propri confini e limiti, le proprie risorse.
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku.
Intuizioni e spunti attraverso l’uso dei Tarocchi Zen di Osho.
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku.
Intuizioni e spunti attraverso l’uso dei Tarocchi Zen di Osho.
Indicazioni olistiche: Improvvisazioni musicali e vocali per ritrovare il piacere della libertà espressiva.
Il silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi.
L’armonizzazione del respiro attraverso la voce per unificare corpo, mente e parola.
Il movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la decostruzione dell’armatura psicosomatica, alfine di liberare le energie collegate alle emozioni e alle razionalizzazioni.
La gioia del suono nel gioco sereno della vita.
Non sono necessarie specifiche competenze musicali per partecipare agli incontri, ma il desiderio di aprirsi alla scoperta della gioia della musica e a una conoscenza inedita di sé stessi.Il silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi.
L’armonizzazione del respiro attraverso la voce per unificare corpo, mente e parola.
Il movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la decostruzione dell’armatura psicosomatica, alfine di liberare le energie collegate alle emozioni e alle razionalizzazioni.
La gioia del suono nel gioco sereno della vita.
Sei stato un po' troppo serio di recente,
seriamente... è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata
Fatti una bella risata
e metti da parte i tuoi bei piani.
Osho
Osho
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giovedì 19 aprile 2012
Simmetria, solitudine e libertà
La pagina che conclude gli incontri di espressività musicale presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò.
Una calza alzata e una abbassata.
Un occhio un po’ più aperto dell’altro.
Un seno più grosso e uno più cadente.
I colori in una mano e l’acqua nell’altra.
Il cuore a sinistra e non a destra.
L’amore da una parte e la rabbia dall’altra.
L’asimmetria ci ricorda che la vita
ha un equilibrio instabile.
Amrito, la solitudine è lo stato supremo. Non c’è altro modo di essere, se non quello di essere solo. Puoi dimenticarlo, puoi immergerti in un’infinità di cose, ma la verità si impone continuamente. Di conseguenza, dopo ogni esperienza profonda ti sentirai solo; dopo ogni grande esperienza d’amore ti sentirai solo; dopo ogni meditazione profonda ti sentirai solo.
Ecco perché tutte le grandi esperienze rendono tristi coloro che le hanno vissute. Al risveglio di una grande esperienza, la tristezza si impone. […]
Se il tuo amore è profondo, ti renderà consapevole della tua solitudine e non dello stare insieme, poiché, ogni volta che qualcosa va in profondità, cosa ti accade? Abbandoni la periferia del tuo essere e cadi nel tuo centro; il centro è totale solitudine. Nel tuo centro ci sei solo tu; oppure non ci sei neppure tu, c’è solo la consapevolezza, senza ego, senza identità, senza definizioni: un abisso di consapevolezza.
Dopo aver ascoltato una musica sublime, o dopo essere penetrato nel significato di una poesia elevata, o dopo aver assistito a uno splendido tramonto, tornerai in superficie e ti sentirai triste, accade sempre così. Dopo aver constatato questa realtà, milioni di persone hanno deciso di non vedere la bellezza, di non amare, di non meditare, di non pregare: di evitare tutto ciò che è profondo. Ma anche se eviti la verità, la verità a volte piomba su di te. Prende possesso di te inconsapevolmente.
Puoi distrarti per qualche istante, ma non troverai giovamento in nessuna distrazione. Devi accettare la solitudine perché è lo stato definitivo. Non è dovuta al caso: è il modo di essere delle cose. È il Tao. […]
Quando nel tuo cuore nasce un canto, devi cantare. Quando nel tuo cuore nasce l’amore – l’amore è un derivato della solitudine – devi inondare gli altri. Quando la nuvola è piena di pioggia, deve scaricarsi; quando il fiore è colmo di fragranza, deve diffonderla nel vento.
Osho, I libri del fiore d’oro, ed. Bompiani
In questa pagina non c’è equilibrio. E il principio usato nei precedenti incontri è invertito. Prima una mia poesia, poi una citazione di Osho (di nuovo!). Poi ancora alcune parole. Il fatto è che cerchiamo equilibrio e stabilità e simmetria e perfezione dove non esiste. Non esiste nella superficialità delle cose!
Nella parziale imperfezione di questi incontri di musica e canti dove sono l’equilibrio e la pace?
Forse abbiamo avuto brevi momenti di riconciliazione. Oppure abbiamo sentito e scoperto nuovi dolori e fastidi. O ancora sono tornati a trovarci idee e sensazioni che pensavamo passate. O ne abbiamo raccolte di nuove, inattese. Ma l’equilibrio e la simmetria?
La vita non ha un andamento lineare, proprio come il movimento delle vibrazioni sonore nello spazio. Più il nostro petto si apre, la nostra voce si fa decisa e tranquilla, e maggiore è la nostra capacità di cantare a tutte le cose intorno a noi. Nelle otto direzione.
Forse la perfezione è in quell’idea di solitudine che non ha nulla a che fare con l’isolamento. Al contrario, è quel prezioso stato di intuizione, grande sensibilità, coscienza di essere parte di ogni cosa, di essere destinati a scomparirvi; quel prezioso stato che certamente ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta nella vita.
Mi capita di sentire quell’abisso musicale di malinconia e tristezza ogni volta che osservo profondamente i miei figli e percepisco la loro trasformazione. I bimbi che credo di conoscere non ci sono già più. Istante dopo istante sono già qualcos’altro. Così per noi, così per le cose che crediamo immutabili.
Ed ecco che anche un semplice percorso di espressività musicale giunge alla fine, e ci ricorda della nostra solitudine, e delle infinite possibilità, prima tra tutte quella di ascoltarci da soli in silenzio, per ritrovare quel centro che non è permanente come vorrebbe Battiato, ma sempre mutevole. Accettiamolo, e non smettiamo mai di ballarci dentro. E lasciamo che le cose accadano. Come ci dice il maestro Lu Tsu: “In queste cose è come quando si beve l’acqua: ci si accorge da soli se è calda o fredda.” Non complichiamo quel che è semplice. Grazie a tutti voi.
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giovedì 22 marzo 2012
La primavera nel respiro
Dovunque c’è forma, dovunque c’è percezione, c’è abbaglio. Dobbiamo fare molta attenzione a non prendere le nostre decisioni in base all’apparenza delle cose, alla forma esteriore. Per trovare la felicità, l’illuminazione e la compassione occorre essere liberi e non lasciarsi ingannare dalle proprie percezioni. Quando osservi a fondo una cosa ne scopri la vera natura e non ti lasci più ingannare da quella cosa; se non sei più fuorviato dalle apparenze non soffri più, ma riesci a essere felice. […] Il Buddha disse: “Se a un certo punto della vostra vita prendete per verità assoluta un’idea o una percezione, chiudete la porta della mente. È la fine della ricerca della verità; non solo smettete di cercare la verità, ma se anche venisse la verità in persona a bussare alla vostra porta vi rifiutereste di aprirle. L’attaccamento alle opinioni, l’attaccamento alle idee, l’attaccamento alle percezioni sono i più grandi ostacoli alla verità”.
La tua azione, quello che fai, dipende da ciò che sei. La qualità della tua azione dipende dalla qualità del tuo essere. Mettiamo che tu voglia far felice qualcuno, che abbia un forte desiderio di rendere felice una persona. In sé è una buona idea, ma non la puoi realizzare se tu non sei felice: per rendere felice un altro devi essere felice tu per primo. C’è una connessione, dunque, tra fare ed essere; se non riesci bene nell’essere, non puoi riuscire bene nel fare.
Thich Nhat Hanh, La scintilla del risveglio, ed. Mondadori
La primavera è arrivata. Non lo ricordi, ma ritorna ogni mattino, all’alba. La primavera di ogni nuovo giorno ci abbraccia tutte le mattine. Nel ciclo più piccolo il ciclo più grande. E viceversa.
Così, nel ciclo naturale delle quattro stagioni ritroviamo il ciclo naturale del respiro. In quello del respiro, il ritmo delle stagioni.
Ogni volta che iniziamo un’inspirazione, stiamo nutrendo tutto il nostro essere, corpo mente e spirito. Ogni volta che terminiamo un’espirazione una piccola morte si consuma, o un piccolo inverno, prima della nuova rinascita. Da questo punto di vista, ogni respiro ha un significato diverso.
Dal respiro ha origine ogni cosa. Nel nostro caso, il canto, il suono, il movimento. Ogni nostro gesto sonoro, può avere l’intensità della primavera, o la chiusura dell’addio. Dipende dalla nostra disposizione. Quel che dobbiamo ricordare, è che l’una non può esistere senza l’altro.
Ma dimentichiamo tutto, dimentichiamo noi stessi. Nelle convinzioni, nelle abitudini, nelle idee. Siamo automatizzati, perché abbiamo paura, siamo stati addestrati alla paura, alla sfiducia.
Rompiamo questi meccanismi!
Quando canti, canta d’avvero, quando suoni, suona d’avvero, quando inventi, inventa d’avvero, senza pensare a quanto è già stato fatto. Quello è un ricordo, un pensiero, qualcosa che non è più reale, è già morto. L’esperienza è nel respiro presente.
Quindi, quando respiri, respira d’avvero. Respira la primavera e l’inverno, e le stagioni che dimentichi di vivere. E ascolta, e riconosci.
Prova a fare questi semplici esercizi:
1. Con la tua voce, inventa ogni mattina una piccola melodia nuova. Una per ogni nuovo inizio di giornata.
2. Porta ogni giorno l’attenzione a un suono diverso della natura (il canto di un uccello, il suono del vento, il latrato di un cane, …). Protrai l’attenzione il più a lungo possibile. Se puoi per tutta la giornata, anche quando il suono che hai scelto è assente. Ricercalo, potrebbe tornare quando non te lo aspetti.
3. Muovi il tuo corpo in una piccola, breve danza tutte le sere, prima di andare a letto. Una danza nuova, non stereotipata, senza suoni o musica, se non quella della tua intuizione. Chiudi agli occhi e danza.
In questi semplici esercizi, puoi riscoprire la gioia della primavera che sboccia, il gusto della libertà, l’evaporazione delle abitudini e delle vecchie idee. È un vecchio rito. Ancora attuale.
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giovedì 8 marzo 2012
Bija mantra ed equilibrio energetico
In un certo senso, la musica è assolutamente silenziosa. I suoni sono presenti, ma quei suoni rendono il silenzio ancora più profondo: favoriscono il silenzio, non lo ostacolano; questa è la differenza tra il rumore e la musica. Il rumore è solo un suono che non ti conduce al silenzio, la musica è un suono che diventa soglia sul silenzio. […] L’essere del Maestro è l’essere della musica, della poesia, del canto. Ma tutto ciò conduce al silenzio e la verità può essere convogliata solo nel silenzio.
Osho, I libri del fiore d’oro, ed. Bompiani
[LAM]
1° MULADHARA (radice) - COLORE ROSSO
Superata la paura, la voce ha diritto di esistere, di manifestarsi, dentro e fuori di noi. Il suono è movimento della terra, è colpo del piede a terra, è sostegno e continua trasformazione.
[VAM]
2° SVADHISTHANA (zona sacrale) - COLORE ARANCIO
Superata la colpa, la voce trova il piacere del canto, nell’incontro con l’altro, nella fusione e nell’armonia dei sensi. Il corpo si rilassa, e il suono è energia germinale, che si riproduce in infinite vibrazioni.
[RAM]
3° MANIPURA (plesso solare) - COLORE GIALLO
Superata la vergogna, la voce trova la propria forma, si afferma nel mondo sensibile e invisibile, asseconda la propria vocazione, senza sopraffazione, senza lotta. Il suono è la possibilità di riconciliarsi con il mondo, trovando il proprio posto senza sforzo.
[IAM]
4° ANAHATA (cuore) - COLORE VERDE
Superato il dolore, la voce diviene amore incondizionato verso se stessi e gli altri, amore creativo e imprevedibile. Il suono unisce, nella compassione, senza esclusione. Cura donando felicità e guarendo se stesso.
[HAM]
5° VISUDDHA (gola) - COLORE AZZURRO
Superata la bugia, la voce trova la chiarezza, la libertà di esprimersi, la melodia del cuore, senza compromessi, condizionamenti o dubbi. Il suono si libera in modo creativo in ogni direzione, dal respiro nel vento, dal vento nel respiro.
[OHM]
6° AJNA (terzo occhio) - COLORE INDACO
Superata l’illusione, la voce ritorna alla sua origine, riconosce se stessa in se stessa, nelle sue vibrazioni, nelle sue funzioni energetiche e vitali, nella sua concentrazione sottile. Il suono avvolge ogni cellula, ogni pensiero; rivela l’assenza di cellule e l’assenza di pensiero. È presente e assente, come l’esperienza di un ricordo mai esistito.
[ ]
7° SAHASRARA (corona) - COLORE VIOLA
Superato ogni attaccamento, la voce ritorna al silenzio, e dimentica se stessa. Il suono è l’armonia del mondo, è l’esistenza nella sua forma sottile. Esperienza e sperimentatore sono un’unica cosa, e spariscono per sempre.
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giovedì 9 febbraio 2012
Libertà espressiva
Il giorno in cui suonare un tamburo non ci farà più paura, avremo ricostruito il rapporto con la terra e il battito del cuore della nostra origine.
Il giorno in cui cantare senza timidezza sarà motivo di gioiosa condivisione, avremo rigenerato la potenza del respiro libero, nel nostro centro.
Il giorno in cui muoveremo il nostro corpo nella danza spontanea, assecondando la musica, accettando le nostre rigidità, scoprendo inattese possibilità, avremo ritrovato l’unità di corpo e mente che avevamo perso per colpa dei severi richiami dei nostri educatori primari.
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domenica 15 gennaio 2012
Libertà espressiva e libertà personale – Centro Ricerche Yoga, Barzanò (LC)
Incontri di Musicoterapia olistica al Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
Programma degli incontri:
sabato 11 e 25 febbraio; 10, 24 e 31 marzo; 14 aprile 2012
dalle ore 14,30 alle ore 16,30
Gli incontri si propongono di avvicinarsi alla domanda: quale grado di libertà personale caratterizza la nostra vita? È possibile dare una risposta? È possibile entrare in contatto con energie nuove che permettono di liberarci dai condizionamenti, dalla paura, dalle abitudini?
La musica e l’espressione creativa funzionano come metafora, o specchio, per comprendere e osservare da nuovi punti di vista i limiti autoimposti che ci rendono infelici e, soprattutto, le infinite risorse a nostra disposizione per essere più sereni e aperti a noi stessi e al mondo.
Un ponte importante sarà il riconoscimento e la trasformazione dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e delle verità supposte che creano concetti asfissianti.
La musica (e la musicalità) sarà utilizzata come opportunità per rivelarci a noi stessi e agli altri, sorprenderci delle molteplici possibilità, superando pregiudizi e condizionamenti relazionali, culturali ed emotivi.
Non sono necessarie specifiche competenze musicali per partecipare agli incontri, ma il desiderio di aprirsi alla scoperta della gioia della musica e a una conoscenza inedita di sé stessi.
Spunti di musicoterapia:
Esperienze musicali, vocali e corporee per riconoscere e comprendere la propria musicalità personale, i propri confini e limiti, le proprie risorse
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku
Indicazioni olistiche:
Il silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi
L’armonizzazione del respiro attraverso la voce per unificare corpo, mente e parola
Il movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la decostruzione dell’armatura psicosomatica, alfine di liberare le energie collegate alle emozioni e alle razionalizzazioni
La gioia del suono per la pace del cuore:
Un invito a sorridere e a giocare con la musica, per scoprire nel corpo e nella mente la capacità di emanciparsi dai condizionamenti e di accompagnare per mano la propria libertà personale
Sono solido e libero, dimoro nell’assoluto.
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domenica 20 novembre 2011
Danza della luna - Centro Ricerche Yoga Barzanò (LC)
Percorso di consapevolezza danzante, alla ricerca della divinità del corpo
con Francesca Salcioli e Guglielmo Nigro
Presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
Domenica 20 novembre 2011, a partire dalle ore 20,30.
La Danza della Luna esprime la possibilità di rintracciare la Luce nel Corpo e di dar luce al Corpo.
Attraverso l'esperienza del movimento circolare, nel grembo del ritmo, nell'identificazione con gli elementi, è possibile rinascere al ciclo della vita.
Il percorso espressivo, secondo i principi della danzamovimento-terapia, ha la finalità di risvegliare la spontaneità espressiva del corpo in movimento, accompagnato da sonorità tribali.
Nel susseguirsi di diverse fasi (rilassamento, ginnastica passiva, riscaldamento, esercizi preparatori di danza orientale, improvvisazione finale) le partecipanti potranno entrare in contatto con la propria sensorialità spirituale, attraverso i simboli della danza orientale, alle radici dell'esperienza mistica della danza.
Il percorso favorisce la coemergenza di corpo, mente e suono; il recupero dell’espressività spontanea e del piacere del corpo funzionale che si riattiva; la scoperta di nuove possibilità personali; lo sviluppo di un nuovo equilibrio energetico, laddove la fluidità dell’acqua, simbolicamente legata alla luna, alla femminilità, alla circolarità, si incontra con il calore e il temperamento che nasce dal movimento nel suono. Permette infine di vivere un’esperienza di gruppo emotivamente significativa, le partecipanti possono infatti riconoscersi l’una nell’altra, ritrovarsi simili nelle diversità personali, vicine e forti di questa condivisione.
Non sono necessarie competenze musicali o di danza per partecipare.
Si consiglia di venire con abiti comodi e una coperta.
Noi danziamo in cerchio e supponiamo ... ma il segreto sta nel mezzo e sa.
Detto Zen
Francesca Salcioli - Naturopata e performer, laureata in Discipline dello Spettacolo, specializzanda in Terapeutica Artistica. Ricercatrice in danzaterapia, teatro olistico e arpaterapia. Master Reiki Usui.
http://www.myspace.com/frinasaille
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domenica 6 marzo 2011
I cinque passi per trasformare le emozioni
calligrafia di thich nhat hanh
A metà di un percorso di musicoterapia sulla trasformazione delle emozioni, riporto le parole del maestro zen vietnamita Thich Nhat Hanh. Sono la mia guida nel lavoro sulle emozioni.
Il primo passo nel lavoro con le emozioni è riconoscerle nel momento in cui affiorano. La responsabile di questa operazione è la consapevolezza. Nel caso della paura, ad esempio, si tratta di attivare la consapevolezza, guardare la propria paura e riconoscerla come tale. Sapete che la paura nasce da voi, proprio come la consapevolezza. Sono entrambe dentro di voi e non sono in conflitto, e l’una si prende cura dell’altra.
Il secondo passo è diventare tutt’uno con l’emozione. È meglio non dire: “Vattene, paura. Non mi piaci. Tu non sei me.” È molto più efficace dire: “Ciao, paura. Come va oggi?”. Allora potrete invitare i due aspetti di voi, la consapevolezza e la paura, a darsi un’amichevole stretta di mano e diventare una cosa sola. […]
La pratica fondamentale è alimentare la consapevolezza con la respirazione cosciente, tenerla pronta, forte e vitale. Anche se al principio potrà mancare il vigore, nutrendola diventerà più robusta. Finché c’è consapevolezza, non c’è pericolo di affogare nella paura. In realtà, cominciate a trasformarla nel preciso istante in cui date vita alla consapevolezza dentro di voi.
Il terzo passo è calmare l’emozione. Affidata la paura nelle mani esperte della consapevolezza, cominciate a calmarla: “Inspirando, calmo l’attività del corpo e della mente”.[…] “Espirando, calmo la mia paura”.
Il quarto passo è lasciare andare l’emozione, mollare la presa. La calma raggiunta vi fa sentire a vostro agio anche nella morsa della paura e non temete più che raggiunga livelli intollerabili. Rendervi conto che siete in grado di gestire la vostra paura, giù la ridimensiona, la rende meno aspra e più tollerabile. Ora potete sorriderle e lasciarla andare; ma non fermatevi lì. Calmare e lasciar andare alleviano solo il sintomo. Ora avete l’occasione di andare più a fondo e trasformare le radici della vostra paura.
Il quinto passo è osservare in profondità. Esaminate a fondo il vostro bambino – il vostro sentimento di paura – per capire cosa c’è che non va, anche dopo che il bambino ha smesso di piangere, anche quando la paura non c’è più. […] Esaminando a fondo il vostro bambino capirete cos’è che lo fa piangere, e una volta che l’avrete capito saprete cosa fare e cosa non fare per trasformare l’emozione ed essere liberi.
Thich Nhat Hanh, da La pace è ogni passo (Ubaldini editore)
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venerdì 14 gennaio 2011
Trasformare le emozioni – Centro Ricerche Yoga, Barzanò (LC)
Incontri di Musicoterapia olistica al Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
Programma degli incontri:
2 incontri al mese, il sabato dalle ore 14,30 alle ore 16,30
12-19 febbraio, 5-19 marzo, 2-9 aprile 2011
Gli incontri si propongono di sviluppare un ascolto profondo e delicato delle proprie emozioni, con l’aiuto della musica.
Si approfondirà la conoscenza e l’interiorizzazione di semplici tecniche espressive e vocali utili a riconoscere la propria emotività e le dinamiche che la caratterizzano. La musica, inoltre, sarà utilizzata come opportunità per trasformare le emozioni negative e dolorose in opportunità di serenità e di pace.
Non sono necessarie specifiche competenze musicali per partecipare agli incontri, ma il desiderio di aprirsi alla scoperta della gioia della musica e a una conoscenza inedita di sé stessi.
Spunti di musicoterapia:
Pratica di rituali vocali per calmare le emozioni e ritornare al proprio sé
Percorsi espressivi di improvvisazione corporea e musicale per l’espressione delle emozioni
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku
Indicazioni olistiche:
Il silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi
L’armonizzazione del respiro attraverso la voce per calmare le emozioni e ritrovare la pace
Il movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la decostruzione dell’armatura psicosomatica, alfine di liberare le energie collegate alle emozioni
La gioia del suono per la pace del cuore:
Un invito a sorridere e a giocare con la musica, per scoprire nel corpo e nella mente la capacità di trasformare le proprie emozioni, di non esserne dominati, e di poter trovare maggiore pace e serenità
Le sensazioni vanno e vengono come le nuvole nel cielo.
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venerdì 12 febbraio 2010
La gioia del suono - Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC)
Incontri di Musicoterapia olistica al Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
Programma degli incontri:
2 incontri al mese, il sabato dalle ore 14,30 alle ore 16,30.
13-27 febbraio 13-27 marzo 10-24 aprile
Gli incontri si propongono di sviluppare un dialogo con la musicalità personale come occasione di un incontro gioioso con il suono.
Si approfondirà la conoscenza e l’interiorizzazione di semplici tecniche espressive e vocali utili ad affrontare nel quotidiano lo stress, a risvegliare l’intuitività e a riequilibrare la propria struttura energetica e psichica.
Non sono necessarie specifiche competenze musicali per partecipare agli incontri, ma il desiderio di aprirsi alla scoperta della gioia della musica e a una conoscenza inedita di sé stessi.
Spunti di musicoterapia:
Pratica di rituali vocali per il radicamento, il rilassamento e la consapevolezza psicofisica
Percorsi espressivi di improvvisazione corporea e musicale
Verbalizzazioni attraverso l’antica arte degli haiku
Indicazioni olistiche:
Il silenzio e l’ascolto per un diverso dialogo con se stessi
L’armonizzazione del respiro attraverso la voce per un nuovo equilibrio psico-fisico
Il movimento del corpo con la musica per una riscoperta del corpo funzionale e la decostruzione dell’armatura psicosomatica
La gioia del suono:
Un invito a sorridere, nel rapporto del corpo e della mente con il suono, in un ritorno a sé che ha la forza della semplicità e dell’intuizione profonda
Per informazioni e prenotazioni contattatemi.
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domenica 3 maggio 2009
Voce e improvvisazione - Seminari a Barzanò (LC)
Segnalo con gioia due nuovi incontri presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC), in via Monterosa, 21.
Il ciclo precedente è stato divertente e pieno di energia. Riprendiamo con due approfondimenti su voce e improvvisazione (vocale e strumentale). Agli incontri possono partecipare anche persone che non erano presenti al primo ciclo. Per cui, non ci sono scuse.
Si svolgeranno come i precedenti il sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30.
Primo incontro - sabato 9 maggio
Secondo incontro - sabato 23 maggio
Per informazioni potete contattare il sottoscritto oppure rivolgervi al centro yoga. Trovate tutti i riferimenti al link di sopra.
Il ciclo precedente è stato divertente e pieno di energia. Riprendiamo con due approfondimenti su voce e improvvisazione (vocale e strumentale). Agli incontri possono partecipare anche persone che non erano presenti al primo ciclo. Per cui, non ci sono scuse.
Si svolgeranno come i precedenti il sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30.
Primo incontro - sabato 9 maggio
Secondo incontro - sabato 23 maggio
Per informazioni potete contattare il sottoscritto oppure rivolgervi al centro yoga. Trovate tutti i riferimenti al link di sopra.
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venerdì 30 gennaio 2009
Introduzione alla musicoterapia - Seminari a Barzanò (LC)
Premessa
Dopo anni di lavoro con la musicoterapia negli ambiti più disparati ho imparato alcune cose importanti. La prima, che più mi colpisce, è che la sofferenza non si nasconde solo nei luoghi normalmente dedicati alla cura e non riguardano solo i soggetti “malati” o affetti da qualche disturbo conclamato. Il disagio sembra essere una condizione connaturata nell’uomo e si manifesta molto spesso attraverso somatizzazioni più o meno importanti (dolori fisici, allergie, iper o ipotensione) e attraverso reazioni psicologiche inadeguate ai contesti di vita (stati d’ansia, insonnia, aggressività, …).
Alcune semplici tecniche di musicoterapia possono essere utili ad affrontare, gestire e normalizzare la relazione con queste difficoltà, partendo dalla consapevolezza del paesaggio sonoro interiore ed esteriore che caratterizza la nostra quotidianità.
L’intenzione di promuovere incontri di introduzione alla musicoterpia rivolti a tutti nasce da queste considerazioni e dalla constatazione che di questo validissimo strumento di cura si parla poco e, in quelle rare occasioni, in modo superficiale e sensazionalistico.
La musica riguarda tutti. E la relazione coi suoni coinvolge la persona completamente, secondo un approccio che non può che essere olistico e, per molti versi, esistenziale.
Il ciclo di seminari che propongo vuole toccare quindi alcuni degli ambiti più significati della mia pratica di musicoterapia: il paesaggio sonoro e la scelta consapevole della musica nella vita di tutti i giorni; la tecnica del massaggio sonoro al pianoforte e la funzione benefica dei suoni; la voce, il canto difonico e alcune tecniche vocali per il rilassamento e la consapevolezza di sé; l’improvvisazione musicale per l’espressività personale.
Obiettivo di ogni incontro è conoscere ma soprattutto fare esperienza delle potenzialità di cura e di benessere nella musica, con una grande attenzione per il piacere di scoprire e ri-scoprire il rapporto personalissimo di ognuno con la musicalità e l’espressività sonora.
Seminari presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC)
Il prossimo ciclo di seminari si terrà presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC), in via Monterosa, 21.
Ogni incontro si terrà il sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30. Ci sarà un primo incontro gratuito di presentazione aperto a tutti. Il ciclo di incontri sarà invece a pagamento (la cifra scenderà al crescere del numero di partecipanti, fino a un massimo di 15 persone)
Programma dettagliato:
sabato 7 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Incontro gratuito di presentazione del ciclo di seminari
sabato 14 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Primo incontro – Il Paesaggio Sonoro
I suoni, i rumori, la musica nella nostra vita quotidiana.
Esplorazione delle caratteristiche che compongono il “paesaggio sonoro”.
Introduzione a un'ecologia della musica e del suono.
Modalità di difesa da paesaggi sonori faticosi e stressanti.
Composizione di paesaggi sonori più positivi.
Riflessioni sulla scelta consapevole della musica che ascoltiamo tutti i giorni.
sabato 21 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Secondo incontro – Il suono curativo: Massaggio Sonoro
Cos'è il suono. Come lo ascoltiamo.
I suoni armonici, componente curativa del suono.
Immersione musicale: ascoltare con tutto il corpo, non solo con le orecchie.
Lo stress, le somatizzazioni e l’armatura emotiva di tutti i giorni.
Il massaggio sonoro al pianoforte come mezzo per alleggerire l’armatura grazie all’esperienza rigenerante dell’ascolto.
sabato 28 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Terzo incontro – La voce
Il nostro rapporto intimo con la voce.
Vocalità, melodia, respiro.
Introduzione all'uso di tecniche vocali per il rilassamento psico-fisico.
Improvvisazione vocale ed espressività emotiva.
sabato 14 marzo 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Quarto incontro – Improvvisazione e Dialogo Sonoro (1)
L’esperienza creativa del fare musica.
Tutti possono suonare.
Esplorazione della musicalità propria di ogni persona.
Creatività e improvvisazione nella vita quotidiana.
Attività di improvvisazione musicale con l’uso di percussioni, del corpo e della voce.
sabato 21 marzo 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Quinto incontro – Improvvisazione e Dialogo Sonoro (2)
L’esperienza creativa del fare musica.
Tutti possono suonare.
Esplorazione della musicalità propria di ogni persona.
Creatività e improvvisazione nella vita quotidiana.
Attività di improvvisazione musicale con l’uso di percussioni, del corpo e della voce.
Dopo anni di lavoro con la musicoterapia negli ambiti più disparati ho imparato alcune cose importanti. La prima, che più mi colpisce, è che la sofferenza non si nasconde solo nei luoghi normalmente dedicati alla cura e non riguardano solo i soggetti “malati” o affetti da qualche disturbo conclamato. Il disagio sembra essere una condizione connaturata nell’uomo e si manifesta molto spesso attraverso somatizzazioni più o meno importanti (dolori fisici, allergie, iper o ipotensione) e attraverso reazioni psicologiche inadeguate ai contesti di vita (stati d’ansia, insonnia, aggressività, …).
Alcune semplici tecniche di musicoterapia possono essere utili ad affrontare, gestire e normalizzare la relazione con queste difficoltà, partendo dalla consapevolezza del paesaggio sonoro interiore ed esteriore che caratterizza la nostra quotidianità.
L’intenzione di promuovere incontri di introduzione alla musicoterpia rivolti a tutti nasce da queste considerazioni e dalla constatazione che di questo validissimo strumento di cura si parla poco e, in quelle rare occasioni, in modo superficiale e sensazionalistico.
La musica riguarda tutti. E la relazione coi suoni coinvolge la persona completamente, secondo un approccio che non può che essere olistico e, per molti versi, esistenziale.
Il ciclo di seminari che propongo vuole toccare quindi alcuni degli ambiti più significati della mia pratica di musicoterapia: il paesaggio sonoro e la scelta consapevole della musica nella vita di tutti i giorni; la tecnica del massaggio sonoro al pianoforte e la funzione benefica dei suoni; la voce, il canto difonico e alcune tecniche vocali per il rilassamento e la consapevolezza di sé; l’improvvisazione musicale per l’espressività personale.
Obiettivo di ogni incontro è conoscere ma soprattutto fare esperienza delle potenzialità di cura e di benessere nella musica, con una grande attenzione per il piacere di scoprire e ri-scoprire il rapporto personalissimo di ognuno con la musicalità e l’espressività sonora.
Seminari presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC)
Il prossimo ciclo di seminari si terrà presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC), in via Monterosa, 21.
Ogni incontro si terrà il sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30. Ci sarà un primo incontro gratuito di presentazione aperto a tutti. Il ciclo di incontri sarà invece a pagamento (la cifra scenderà al crescere del numero di partecipanti, fino a un massimo di 15 persone)
Programma dettagliato:
sabato 7 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
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sabato 14 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Primo incontro – Il Paesaggio Sonoro
I suoni, i rumori, la musica nella nostra vita quotidiana.
Esplorazione delle caratteristiche che compongono il “paesaggio sonoro”.
Introduzione a un'ecologia della musica e del suono.
Modalità di difesa da paesaggi sonori faticosi e stressanti.
Composizione di paesaggi sonori più positivi.
Riflessioni sulla scelta consapevole della musica che ascoltiamo tutti i giorni.
sabato 21 febbraio 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Secondo incontro – Il suono curativo: Massaggio Sonoro
Cos'è il suono. Come lo ascoltiamo.
I suoni armonici, componente curativa del suono.
Immersione musicale: ascoltare con tutto il corpo, non solo con le orecchie.
Lo stress, le somatizzazioni e l’armatura emotiva di tutti i giorni.
Il massaggio sonoro al pianoforte come mezzo per alleggerire l’armatura grazie all’esperienza rigenerante dell’ascolto.
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dalle ore 14.30 alle 16.30
Terzo incontro – La voce
Il nostro rapporto intimo con la voce.
Vocalità, melodia, respiro.
Introduzione all'uso di tecniche vocali per il rilassamento psico-fisico.
Improvvisazione vocale ed espressività emotiva.
sabato 14 marzo 2009
dalle ore 14.30 alle 16.30
Quarto incontro – Improvvisazione e Dialogo Sonoro (1)
L’esperienza creativa del fare musica.
Tutti possono suonare.
Esplorazione della musicalità propria di ogni persona.
Creatività e improvvisazione nella vita quotidiana.
Attività di improvvisazione musicale con l’uso di percussioni, del corpo e della voce.
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L’esperienza creativa del fare musica.
Tutti possono suonare.
Esplorazione della musicalità propria di ogni persona.
Creatività e improvvisazione nella vita quotidiana.
Attività di improvvisazione musicale con l’uso di percussioni, del corpo e della voce.
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