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martedì 21 maggio 2013
Terzo incontro di meditazione con i suoni - Associazione Il Diamante, Lesmo (MB)
Uno dei gatha più belli della tradizione di Thich Nhat Hanh è questo:
Sono arrivato, sono a casa
qui e ora.
Sono solido e libero,
dimoro nell'assoluto.
Questa semplice sequenza di frasi può essere ripetuta mentalmente seguendo il ritmo della respirazione, soffermandosi su ognuna di esse il tempo che si vuole. Funziona come un richiamo per la nostra mente per tornare a radicarci nel quieora, l'unico tempo che abbiamo. Si tratta di un ottimo punto di partenza per iniziare a praticare la meditazione.
Di questo faremo pratica nel terzo incontro che terrò presso la sede dell'Associazione Culturale Yoga Il Diamante, in via XXV Aprile 85, a California di Lesmo (MB), che si terrà venerdì 24 maggio dalle ore 20.30. Come sempre, l'incontro sarà aperto da alcune meditazioni cantate, per riscoprire la gioia del suono e per aiutare il corpo/mente a ritrovare la sua unità.
Chiunque fosse interessato, può partecipare comunicando in anticipo la sua presenza a me o a Lorenza al n. 3477282350.
Di seguito, una breve riflessione di Osho sul quieora.
La gente pensa sempre a Dio come una sorgente, come causa originale e perde l'opportunità di incontrarlo. Dio non è la causa originale accaduta in qualche momento remoto, che si perde nel passato; no, il divino non è la causa originale. Oppure la gente pensa che Dio sia la meta suprema, di nuovo remota, che si perde nel futuro. Nel passato o nel futuro: ecco perché perdete l'opportunità di incontrarlo. Dio conosce solo un tempo: il tempo presente; "ora" è un altro nome del divino: è la sua condizione stessa! Dio è in questo momento dentro e fuori di voi.
da I libri del fiore d'oro, Osho, ed. Bompiani
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giovedì 8 novembre 2012
Incontri di meditazione coi suoni - Oreno di Vimercate (MB)
Come già detto, a partire da giovedì 8 novembre, tutti i giovedì sera dalle 20 alle 22 condurrò un gruppo di meditazione presso la sede dell'Associazione Shangri-la, in via della Madonna 29/31 a Oreno di Vimercate (MB). L'approccio alla meditazione sarà diversificato, aperto alle diverse possibilità dell'esperienza e alla condivisione col gruppo dei partecipanti. Cercherò tuttavia di valorizzare le potenzialità espressive e creative del suono: semplici tecniche vocali derivanti dal canto difonico; mantra tradizionali; improvvisazioni vocali di gruppo; semplici posizioni yoga con i suoni.
L'approccio sarà intuitivo, non tecnico, e funzionale al fare esperienze significative di apertura all'ascolto profondo di sé, della propria interiorità. Dal suono al silenzio, insomma.
Utilizzerò inoltre tecniche di meditazione dinamica e vipassana provenienti da diverse tradizioni. Mi piacerebbe stimolare con il gruppo, nel gruppo, il gusto per il gioco e la scoperta.
In questo cammino mi farò aiutare dalle parole di importanti maestri. Un buon modo per introdurre gli incontri, mi è sembrato quello di accostare due di questi maestri che appaiono, superficialmente, molto distanti tra loro: Thich Nhaht Hanh e Osho. Nel cuore delle esperienze, tutti gli insegnamenti possono avere un ruolo importante.
Chi volesse partecipare al primo incontro, può contattarmi:
333/8582316
guglielmo.nigro@gmail.com
Di seguito le parole dei due maesti, accostate le une alle altre.
Le sensazioni, le emozioni, le percezioni, …
vanno e vengono come le nuvole nel cielo
Thich Nhat Hanh
Ho sentito la storia di un ricercatore della verità che si recò da un Maestro Zen e gli chiese: “Come possiamo evitare il caldo e il freddo?”. […]
Il maestro rispose: “Avendo caldo e avendo freddo”.[…]
E permettimi di ripeterlo: il dolore è puro dolore, non c’è alcuna sofferenza. La sofferenza nasce dal desiderio che il dolore non esista, dal giudizio che nel dolore ci sia qualcosa di sbagliato. Osserva, diventa un testimone e rimarrai sorpreso. Hai mal di testa: il dolore c’è, ma senza la sofferenza. La sofferenza è un fenomeno secondario, il dolore è primario. Hai mal di testa, il dolore c’è, è un semplice dato di fatto. Non ci sono giudizi, non lo definisci buono o cattivo, non gli attribuisci alcuna valutazione, è un semplice dato di fatto.
La rosa è un fatto, come lo è la spina. Il giorno è un fatto, come lo è la notte. La testa è un fatto, come lo è il mal di testa. Ti limiti a prenderne nota. […]Un detto Zen:
Centinaia di fiori in primavera; la luna della mietitura in autunno.
Un fresca brezza d’estate, la neve in inverno.
Se non occupi la mente in inutili cose, ogni stagione per te è una buona stagione.
da Osho, Innamorarsi dell’amore
venerdì 25 maggio 2012
Fermarsi, respirare, ascoltare...
Osho, nel suo Libro Arancione, dove elenca diverse tecniche di meditazione, descrive quella che ironicamente chiama la meditazione più breve del mondo. Si tratta di fermarsi improvvisamente, nel mezzo della propria attività quotidiana, chiudere gli occhi, prendere contatto con il respiro, rendersi conto di essere parte di tutto quello che abbiamo intorno, e ascoltare cosa emerge durante questa pausa. La meditazione potrebbe durare in tutto mezzo minuto e andrebbe ripetuta almeno sei volte nel corso della stessa giornata. Sei brevissime pause, per ascoltare e respirare. Pause improvvise e non programmate.
Credo sia un ottimo esercizio per tutti, persone che si avvicinano alla meditazione per la prima volta, persone che meditano già da anni. Cerca di superare in una sola pratica due ostacoli molto ricorrenti: la possibilità di fermarsi nel corso dei tanti impegni giornalieri, per ritornare a contatto con se stessi e reciperare un po' di centratura; abituarsi ad ascoltare quello che in qualunque momento può emergere dalla nostra coscienza.
La meditazione breve è una provocazione del quotidiano, perché si impone in modo improvviso in qualunque momento, senza essere predeterminata. E d'altra parte, è importante fermarsi almeno sei volte in una giornata, per cercare di darle spazio e forza. Molte persone passano giornate e giornate di fila senza mai fermarsi neppure un minuto ad ascoltarsi in silenzio. O sono impegnate in diverse attività, oppure dormono. Cosa ci succede realmente in questi lunghi periodi di assenza? Cosa succede alla nostra coscienza? La pressione emotiva e psicologica cui ci sottoponiamo costantemente quali effetti profondi ha sul nostro corpo e a quali malattie può dare origine?
Iniziare a fermarsi, per brevi momenti durante la giornata, può avere effetti dirompenti. Può rivelarci la facilità con la quale ci è possibile ritrovare un contatto vitale con noi stessi e quello che ci circonda. Può rimettere in luce la nostra ombra, con il suo portato doloroso, dando voce e spazio a energie psichiche e spirituali che altrimenti si manifesterebbero in malattie e disturbi sul piano corporeo.
Fermarsi, respirare, ascoltare è la più potente delle medicine preventive.
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domenica 1 marzo 2009
Rituale vocale 3 - Varianti meditazione Nataraj
Ne Il Libro Arancione di Osho (ed. Mediterranee) sono raccolte diverse pratiche di meditazione.

Una di esse di chiama meditazione Nataraj.
Prendo spunto da essa per descrivere due varianti che formano un semplice ma efficace rituale vocale.
Variante 1
1. Ad occhi chiusi, danzare senza musica liberamente per 20 minuti. Lasciarsi possedere dal movimento e dal proprio ritmo personale.
2. Continuare a danzare aggiungendo un canto libero e improvvisato. Lasciare che fluisca spontaneamente. Proseguire per altri 20 minuti.
3. Stendersi a terra, in posizione distesa e comoda. Rimanere immobili e in contatto con il respiro per 20 minuti.
4. Alzarsi, scegliere un breve brano di musica di massimo 5 minuti, danzare e cantare dolcemente per tutta la durata del brano.
Variante 2
1. Ad occhi chiusi, danzare senza musica liberamente per 20 minuti. Lasciarsi possedere dal movimento e dal proprio ritmo personale.
3. Stendersi a terra, in posizione distesa e comoda. Rimanere immobili e in contatto con il respiro per 20 minuti.
2. Ancora ad occhi chiusi, rialzarsi e ricominciare a danzare aggiungendo un canto libero e improvvisato. Lasciare che fluisca spontaneamente. Proseguire per 20 minuti.
4. Al termine della danza, rimanere immobili in piedi per almeno 5 minuti, in ascolto.
Una di esse di chiama meditazione Nataraj.
Prendo spunto da essa per descrivere due varianti che formano un semplice ma efficace rituale vocale.
Variante 1
1. Ad occhi chiusi, danzare senza musica liberamente per 20 minuti. Lasciarsi possedere dal movimento e dal proprio ritmo personale.
2. Continuare a danzare aggiungendo un canto libero e improvvisato. Lasciare che fluisca spontaneamente. Proseguire per altri 20 minuti.
3. Stendersi a terra, in posizione distesa e comoda. Rimanere immobili e in contatto con il respiro per 20 minuti.
4. Alzarsi, scegliere un breve brano di musica di massimo 5 minuti, danzare e cantare dolcemente per tutta la durata del brano.
Variante 2
1. Ad occhi chiusi, danzare senza musica liberamente per 20 minuti. Lasciarsi possedere dal movimento e dal proprio ritmo personale.
3. Stendersi a terra, in posizione distesa e comoda. Rimanere immobili e in contatto con il respiro per 20 minuti.
2. Ancora ad occhi chiusi, rialzarsi e ricominciare a danzare aggiungendo un canto libero e improvvisato. Lasciare che fluisca spontaneamente. Proseguire per 20 minuti.
4. Al termine della danza, rimanere immobili in piedi per almeno 5 minuti, in ascolto.
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