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mercoledì 4 settembre 2019
Genitori Consapevoli - Consulenze educative
Conclusa la pausa estiva, inizia una nuova stagione di lavoro, impegni e mutamenti.
E riprende il mio percorso come consulente educativo all'interno del mio studio di Sirtori.
Un supporto a genitori, bambini e ragazzi per sviluppare la relazione educativa all'insegna della consapevolezza, per un profondo cammino di insegnamento alla libertà.
Nella relazione educativa si diventa grandi insieme, si imparano le reciproche responsabilità, si nutrono le competenze dei bambini, si utilizza con saggezza il potere genitoriale, basato su esperienza, conoscenza e consapevolezza.
Gli strumenti sono molteplici, e vanno dalla parola alla meditazione alla musica a tecniche corporee. Con il sorriso e la gioia di scoprire e scoprirsi.
Puoi contattarmi al 333/8582316 per un primo appuntamento.
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venerdì 31 agosto 2018
I bambini piccoli alla fonte della vibrazione sonora
I bimbi vanno direttamente alla fonte del suono.
E ricercano l'esperienza della vibrazione in ogni occasione. Ne hanno conoscenza sin dalle prime settimane di vita intrauterina. Educare al suono e alla musica è una nostra responsabilità primaria.
Le mie figlie, Ada e Lena, nel mio studio fanno esperienza del suono dei Gong.
E ricercano l'esperienza della vibrazione in ogni occasione. Ne hanno conoscenza sin dalle prime settimane di vita intrauterina. Educare al suono e alla musica è una nostra responsabilità primaria.
Le mie figlie, Ada e Lena, nel mio studio fanno esperienza del suono dei Gong.
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venerdì 2 giugno 2017
Massaggio sonoro, vocalità e gravidanza
L'armonia naturale del suono favorisce lo sviluppo bio-psico-spirituale del bambino, anche durante la fase fetale. Prima ancora dello sviluppo dell'udito, che avviene dalla diciottesima alla ventiquattresima settimana, il corpo del bambino in formazione percepisce fisicamente la vibrazione sonora e i cambiamenti che avvengono a livello ambientale. La percezione tattile infatti, che si sviluppa già a partire dall'ottava settimana, permette al bambino di sentire cosa avviene all'interno del liquidità amniotico. Come noto, l'acqua è un ottimo trasmettitore del suono. In ambiente acquoso i suoni vengono trasmessi più velocemente e a distanze maggiori.
Sono questi i pre-requisiti fisici che rendono importante e unica l'esperienza del massaggio sonoro con il pianoforte durante la gravidanza. Usata con attenzione, cura e delicatezza, l'armonia del suono sostiene attivamente la crescita. L'abbraccio della musica si avvolge intorno alla madre (e al padre che è bene coinvolgere quando possibile) distesa sulla cassa armonica del pianoforte e avvolge a sua volta il feto al suo interno. Diventa un'intima danza condivisa, fatta di respiri, pause, emozioni e sensazioni profonde. Normalmente insegno alla madre alcuni semplici esercizi vocali da accompagnare all'improvvisazione al pianoforte. Intuitivamente la voce materna si fonde con quella dello strumento. La voce è infatti lo strumento più meraviglioso che la natura ci abbia dato, pieno di potenzialità e con un equilibrio armonico straordinario. Sviluppare un uso più consapevole della propria voce è una delle opportunità che questa esperienza offre a chi vi partecipa. La voce può curare, massaggiare, calmare, rigenerare, scaldare... e sarà compagna di vita del nostro bambino per sempre. Iniziare a farne esperienza per migliorare la propria familiarità con essa è semplice e immediato. E la relazione madre-bambino ne gioverà tantissimo.
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giovedì 9 marzo 2017
Educazione musicale, scuola, esperienza del suono
Mi occupo da anni di educazione musicale in nidi, asili e scuola dell'obbligo. Registro ogni volta un vuoto enorme nella comprensione di chi fa la scuola su come avvicinare i bambini al suono e alla musica. Parlo a volte di 'maledizione del flauto' perché la proposta ai bimbi del flauto dolce soprano come strumento principale se non unico è sintomo di un problema più grande: la musica come prestazione tecnico-teorica.
Per capirci, il flauto dolce è uno degli strumenti più complessi e che offrono meno soddisfazione per i bambini, perchè è energeticamente lontano dalla vitalità dei bimbi (il flauto, strumento aria, leggero e sottile che richiede grande controllo per la giusta emissione del fiato; contro l'energia terra e fuoco dei bambini), perchè richiede molto impegno per l'intonazione (anche a causa della qualità dei flauti di plastica in commercio), perchè limita l'utilizzo di buona parte del corpo funzionale (e della voce).
Il flauto è sintomo di una scuola troppo attenta, ancora oggi, all'ordine, all'apprendimento come prestazione, alla teoria prima della pratica.
I bambini devono iniziare il più presto possibile con il fare l'esperienza del suono, veicolata da approcci creativi, liberi e destrutturati, che offrano loro la possibilità di sperimentare la gioia del suono nel movimento, l'energia della vibrazione, la creazione libera e intuitiva. La tecnica viene dopo. È in quegli spazi per altro che i bambini possono sperimentare la capacità di autoregolazione, senza la prevaricazione dell'educazione violenta determinata dai meccanismi di premio-punizione ancora così cari alle insegnanti.
Ed è un dispiacere verificare spesso non solo la rigidità e la chiusura di molti bambini già a partire dai sette anni, da un lato, e la loro difficoltà a comprendere come regolarsi in un gruppo di lavoro non appena vengono meno urla, minacce e ricatti; ma soprattutto i timori di molte insegnanti e le loro aspettative inappropriate, la loro difficoltà a lasciar andare la pressione sul gruppo e sull'ansia da prestazione.
Educare all'arte è prima di tutto educare alla creatività e alla libertà. E richiede una precisa alleanza tra dirigenza scolastica, insegnanti, esperti e genitori.
Quindi ben venga l'apertura all'hukulele, come indicato nell'articolo che allego qui sotto, ma soprattutto ricordiamoci di stimolare la partecipazione e la creatività.
Un esempio... lunedì 20 in occasione della festa del papà, un gruppo di padri parteciperà al laboratorio musicale dei loro bimbi, in un nido con cui ho il piacere di collaborare da qualche anno.
Altro esempio... settimana prossima faremo una gita nel bosco con bambini e genitori per esplorare i suoni della natura e fare musica all'aperto.
E ancora... in un ciclo di incontri per genitori incentrato sul gioco, dedicheremo un incontro al gioco con la musica a cui genitori, educatori e bambini parteciperanno insieme.
E sono diverse le iniziative che personalmente realizzo sul territorio, che altri professionisti sono impegnati a fare. Formazione agli insegnanti e agli educatori, sensibilizzazione con i genitori, incontri pubblici nei luoghi più diversi (biblioteche, librerie, parchi, centri estivi, ...). C'è una grande strada da fare, tanto più che si accompagna alla sordità funzionale che sta investendo sempre di più ragazzi e adulti, abituati al rumore, disabituati all'ascolto; abituati alla musica usa e getta e alla fretta, disabituati alla lentezza; abituati al suonare musica come prestazione e ambizione per diventare star, disabituati al piacere puro del suonare e dello stare insieme.
Liberiamo la musica dall'ombra, e facciamola uscire dalle vecchie scatole educative della nostra mente.
Per capirci, il flauto dolce è uno degli strumenti più complessi e che offrono meno soddisfazione per i bambini, perchè è energeticamente lontano dalla vitalità dei bimbi (il flauto, strumento aria, leggero e sottile che richiede grande controllo per la giusta emissione del fiato; contro l'energia terra e fuoco dei bambini), perchè richiede molto impegno per l'intonazione (anche a causa della qualità dei flauti di plastica in commercio), perchè limita l'utilizzo di buona parte del corpo funzionale (e della voce).
Il flauto è sintomo di una scuola troppo attenta, ancora oggi, all'ordine, all'apprendimento come prestazione, alla teoria prima della pratica.
I bambini devono iniziare il più presto possibile con il fare l'esperienza del suono, veicolata da approcci creativi, liberi e destrutturati, che offrano loro la possibilità di sperimentare la gioia del suono nel movimento, l'energia della vibrazione, la creazione libera e intuitiva. La tecnica viene dopo. È in quegli spazi per altro che i bambini possono sperimentare la capacità di autoregolazione, senza la prevaricazione dell'educazione violenta determinata dai meccanismi di premio-punizione ancora così cari alle insegnanti.
Ed è un dispiacere verificare spesso non solo la rigidità e la chiusura di molti bambini già a partire dai sette anni, da un lato, e la loro difficoltà a comprendere come regolarsi in un gruppo di lavoro non appena vengono meno urla, minacce e ricatti; ma soprattutto i timori di molte insegnanti e le loro aspettative inappropriate, la loro difficoltà a lasciar andare la pressione sul gruppo e sull'ansia da prestazione.
Educare all'arte è prima di tutto educare alla creatività e alla libertà. E richiede una precisa alleanza tra dirigenza scolastica, insegnanti, esperti e genitori.
Quindi ben venga l'apertura all'hukulele, come indicato nell'articolo che allego qui sotto, ma soprattutto ricordiamoci di stimolare la partecipazione e la creatività.
Un esempio... lunedì 20 in occasione della festa del papà, un gruppo di padri parteciperà al laboratorio musicale dei loro bimbi, in un nido con cui ho il piacere di collaborare da qualche anno.
Altro esempio... settimana prossima faremo una gita nel bosco con bambini e genitori per esplorare i suoni della natura e fare musica all'aperto.
E ancora... in un ciclo di incontri per genitori incentrato sul gioco, dedicheremo un incontro al gioco con la musica a cui genitori, educatori e bambini parteciperanno insieme.
E sono diverse le iniziative che personalmente realizzo sul territorio, che altri professionisti sono impegnati a fare. Formazione agli insegnanti e agli educatori, sensibilizzazione con i genitori, incontri pubblici nei luoghi più diversi (biblioteche, librerie, parchi, centri estivi, ...). C'è una grande strada da fare, tanto più che si accompagna alla sordità funzionale che sta investendo sempre di più ragazzi e adulti, abituati al rumore, disabituati all'ascolto; abituati alla musica usa e getta e alla fretta, disabituati alla lentezza; abituati al suonare musica come prestazione e ambizione per diventare star, disabituati al piacere puro del suonare e dello stare insieme.
Liberiamo la musica dall'ombra, e facciamola uscire dalle vecchie scatole educative della nostra mente.
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lunedì 5 ottobre 2015
Nati per la musica! - Biblioteca di Olgiate Molgora (LC)
Mi sono occupato spesso su questo blog del rapporto tra musica e crescita, musica ed educazione. Ancora di più me ne occupo nel lavoro quotidiano, con incontri informativi e formativi insieme a educatori, insegnanti e genitori. Ritengo sia un tema importante, che offre grandi opportunità di approfondire una forma diversa di nutrimento per i nostri bambini che spesso viene ignorata o poco presa in considerazione.
Il suono, la musica e la comunicazione sonora sono la base di ogni sana relazione sociale. Attraverso le esperienze sonore, pre-verbali, i bambini acquisiscono le competenze di base per la comunicazione verbale negli anni a venire. Inoltre, una maggiore consapevolezza delle componenti sonore e musicali di ogni comunicazione, permette a genitori ed educatori di sviluppare competenze relazionali più efficaci ed emotivamente significative.
Ne parliamo sabato 17 ottobre a partire dalle ore 16 presso la Biblioteca di Olgiate Molgora, in un incontro gratuito e aperto a tutti, nell'ambito dell'iniziativa Nati per la musica.
Parleremo, suoneremo, ascolteremo e condivideremo esperienze e riflessioni.
Con gioia.
mercoledì 9 settembre 2015
Un incontro speciale col suono
Prima ancora che un'esperienza terapeutica, il massaggio sonoro con il pianoforte è un incontro speciale col suono. Fin dalla nostra vita intrauterina, prima della nascita, siamo immersi in suoni speciali, filtrati dal corpo e dalle esperienze della nostra mamma. Alla nascita, nei primi mesi di vita, ogni relazione che pone le basi per la comunicazione da adulti avviene attraverso giochi sonori e musicali. La vibrazione, costitutiva della vita e strutturante spazio e tempo, accompagna ogni respiro e ogni battito.
Soltanto da "grandi", adolescenti, adulti, la nostra mente si inganna pensando alla musica come a qualcosa di altro da noi stessi, che può certo coinvolgerci, toccarci profondamente, colpirci, ... ma in qualche modo la pensiamo come qualcosa di meno essenziale, nella nostra esistenza, in forte contrasto con quella che è stata da sempre la nostra esperienza diretta.
La marginalità e l'arcaicità con le quali la musica viene insegnata a scuola conferma completamente questa divergenza. Lo stesso possiamo dire della pauperizzazione e banalizzazione che vengono messe sistematicamente in atto nell'ambito della cosiddetta musica commerciale, che diviene prodotto uso e getta se non semplice pretesto per veicolare altri prodotti commerciali.
Eppure, ognuno di noi è un'orchestra musicale vivente, fatta di ritmi essenziali, vocalizzi, armonia, interplay, ecc. L'esperienza del massaggio sonoro al pianoforte può permetterci di rimetterci in contatto diretto con questa antica conoscenza di noi. Di tornare ad ascoltare pienamente il nostro corpo vibrante, a ritrovare la nostra antichissima musicalità. E tutto questo viene prima, è per così dire la matrice di ogni possibilità di cura con la musica e le vibrazioni. Un'esperienza per tutti, al di là di specifici disturbi, una vera occasione di riscoperta all'insegna del benessere.
Contatti per prenotazioni.
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giovedì 27 settembre 2012
Musicoterapia per la crescita - idea undici
Dondolo con pollici
Dal quarto mese il vostro bimbo potrebbe trovare piacevole stringere i vostri pollici con le sue manine, seduto di fronte voi sulle vostre gambe, e iniziare a mettere alla prova il suo equilibrio.
Vi potete sedere in poltrona, scegliere una musica semplice, dolcemente ballabile e guidare il suo movimento attraverso le braccia. La muscolatura del suo collo e della sua schiena, ancora poco abituata alla posizione eretta, cercherà di assecondare in modo un po' goffo ma divertente il dondolio che la musica suggerisce. In questo semplice gioco, potete lavorare su due obiettivi secondari oltre a quello dell'equilibrio, due obiettivi che sono vitali per la vostra relazione: 1. Comprendere insieme quali sono i rischi che il vostro bimbo si vuole prendere nel movimento (e che voi avete il coraggio di fargli sperimentare), cercando movimenti più o meno veloci e più o meno "spericolati". Potrete così avere nuove informazioni rispetto al livello di confidenza e di orientamento all'esplorazione che ha vostro figlio; 2. Lavorare insieme sul rapporto di fiducia reciproco. Il vostro bimbo deve tenersi da solo, e voi dovreste avere fiducia che lui lo sappia e voglia fare. D'altra parte, il vostro bimbo si affiderà completamente a voi rispetto al movimento.
Si tratta di un gioco semplice, spontaneo, che non deve perdere naturalezza. Un gioco che ricordo sempre con un po' di nostalgia.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
lunedì 7 maggio 2012
Come farfalle
È ripresa la mia collaborazione con Prenatal per gli incontri A ritmo di bimbo nell’ambito dell’iniziativa Mamme in prima fila.
L’incontro prevede di raccontare ai genitori come è possibile utilizzare con consapevolezza e divertimento i suoni e la musica nella relazione quotidiana con i figli. In quell’ora e mezza circa di lavoro, alterniamo le chiacchiere con momenti di gioco insieme ai bambini.
Ho recentemente tenuto un incontro nel punto vendita di Baranzate, e come spesso accade, ho trovato tanta vitalità e curiosità. Intanto i bambini, da piccolissimi (c’erano anche alcune gestanti) ai 5 anni, che con la loro presenza aprono orizzonti luminosi. Quando li osservo insieme, ancora così piccoli, lascio il mio sguardo posarsi come farfalle sui fiori, senza fermarmi a lungo, assaporando le differenze e le caratteristiche comuni.
Poi i genitori, per lo più mamme, ma anche padri e nonne/i, che negli incontri fin qui realizzati hanno sempre mostrato una generosa apertura e una bella curiosità; per non dire della disponibilità a mettersi un poco in gioco, e sperimentare con i loro bambini. Ci sono occhi aperti e determinati, malgrado le incertezze del cambiamento in atto e la pressione delle responsabilità.
Infine l’organizzazione di Prenatal che finora è stata impeccabile, e pronta ad affrontare alcuni imprevisti.
I temi sono in buona parte quelli da me toccati nella serie di brevi articoli che ho postato nel blog sotto l’etichetta musicoterapia e la crescita. Ma presentarli di persona, e sporcarsi davvero le mani di suoni, è molto più divertente.
Potessi farlo più spesso, sarei un po’ più felice di così.
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giovedì 27 ottobre 2011
A ritmo di bimbo - Prenatal
Prende avvio nel mese di novembre una mia nuova collaborazione.
La naturale espressione delle mie riflessioni ed esperienze sulla musicoterapia e la crescita trova una felice applicazione negli incontri A ritmo di bimbo, realizzati da Prénatal presso i propri megastore, nell’ambito del progetto Mamme in prima fila.
Gli incontri che mi riguardano al momento programmati sono:
A Mestre, il 10 novembre 2011 a partire dalle ore 17.30
A Vicenza, l’11 novembre 2011 a partire dalle ore 17.00
A Casalecchio di Reno (BO), il 17 novembre 2011 a partire dalle ore 17.30
L'attività avrà durata di circa un'ora, ed è rivolta a genitori di bambini dall'anno in su, ma può essere di interesse anche a genitori in attesa o con bimbi più piccoli.
Per avere informazioni o prenotare, è possibile consultare i calendari o contattare direttamente i punti vendita Prénatal.
Ringrazio l’Agenzia Dama di Sesto S. Giovanni per l’organizzazione e per avermi coinvolto nel progetto.
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lunedì 20 dicembre 2010
Musicoterapia per la crescita - idea dieci
ideogramma cinese per l'azione di ascoltare
Per un ascolto profondo
(più che un'idea, una riflessione)
Sai, mamma, qual è l’impresa più delicata e importante che dovrai affrontare da genitore? Imparare ad ascoltare profondamente il tuo bambino.
In estrema sintesi, tutti i giochi musicali e sonori che ti racconto e che metterai in atto riconducono a questo grande obiettivo.
Avrai spesso sentito parlare di amore incondizionato. Il concetto è meno astratto o esistenziale di quanto si pensi. La predisposizione all’amore per il proprio figlio, innato in ogni genitore, è tuttavia sporcato, alterato e filtrato dai bisogni, le paure, i pregiudizi e gli attaccamenti che ogni persona vive ogni giorno e che si manifestano attraverso l’armatura psicosomatica che indossa ognuno di noi.
Devi pensare a quel grumo di emozioni, abitudini e condizionamenti come a un velo che hai davanti ai tuoi occhi spirituali, che offuscano il tuo giudizio e modificano le cose così come sono; persino il tuo legame con tuo figlio e, in definitiva, l’ascolto e la comprensione dei suoi bisogni e delle sue emozioni.
Tuo figlio è se stesso e il tuo specchio, contemporaneamente. Specchio delle tue azioni, rivelazione della sua vocazione. Al genitore il compito di e-ducare, di far emergere e sostenere il potenziale enorme della nuova vita.
In questo percorso umano speciale, meraviglioso e pieno di sorprese, incertezze e gioie inattese, ha un ruolo importantissimo la capacità di venire incontro e accogliere il tuo bambino.
Da un punto di vista musicale, ogni essere vivente è una vera orchestra che suona in modo organico il concerto dell’esistere. A te il compito di imparare ad ascoltare il suo battito cardiaco, il suo respiro, il ritmo dei suoi movimenti, la musicalità delle sue lallazioni e delle sue pernacchie,… e anche il suono delle sue paure, i tempi dei suoi silenzi e dei suoi tentennamenti. Dovrai riuscire a esprimergli la fiducia di potersi manifestare per quello che è, per quello che prova realmente, e non per quello che vorresti che fosse o dovrebbe essere.
Tu, mamma, hai un punto di vista e una posizione di ascolto privilegiate. Quando lo allatti, ascolta il ritmo delle suzioni, delle pause per respirare o per il ruttino. Quando lo culli, cerca innanzitutto il contatto con il suo respiro, per ascoltare e comprendere in quale stato è. Nel tempo, potrai osservare come cambia il respiro con la crescita polmonare e come varia nel corso della giornata sulla base dei suoi stati emotivi. Ascolta il suono dei suoi movimenti, della tensione dei suoi muscoli, del suo stato tonico generale. Potrai così imparare a stimolarlo quando serve e a calmarlo quando necessario. Ascolta quando si abbandona, e apprezza ogni secondo di quell’abbandono, perché è prezioso e raro e svanirà molto rapidamente. Impara a rinforzarlo quando ne ha bisogno, a sgridarlo quando serve e ha le risorse per poterlo ricevere, a contenerlo quando si disperde nel mare delle sue emozioni, della sovreccitazione e della stanchezza. Non sarebbe utile punirlo quando è solo stanco e agitato; non sarebbe utile sostituirsi a lui quando sta ragionando a suo modo, per capire; non sarebbe utile scappare dal tuo ruolo quando ti mette alla prova. Impara a non intervenire per irritazione o reazione, ma in funzione di quello di cui avete reciprocamente bisogno. È un’arte, questa, che si sviluppa giorno dopo giorno con l’azione. Un’arte che, in caso di errori, si rinnova continuamente e ti permette sempre di ricominciare.
Mentre sviluppi questa attenzione, e impari a interagire con lui attraverso l’arte della comunicazione non verbale e dell’intuizione, ricordati che stai ponendo solide basi per la comunicazione di una vita. In quante famiglie, a un certo punto, la comunicazione tra genitori e figli diventa impossibile?
Sappi però che per poter ascoltare davvero, dovrai imparare a fare un po' di silenzio dentro di te. Se sei assordata dalle tue emozioni, frustrazioni, aspettative, convenzioni e abitudini, sarà ben poco quello che potrà filtrare al tuo ascolto profondo. E tuo figlio diventerà sfondo delle tue esigenze, sarà un’ombra, in molti casi invadente, troppo impegnativa, fastidiosa e provocatoria.
Al contrario, diventerà un’opportunità unica di scoperta di verità e di amore. Sarà l’epicentro di una trasformazione profonda dentro di te e in chi ti circonda.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
Musicoterapia per la crescita - idea nove
Fare la nanna - cullarlo di musica
Cara mamma, il tuo bimbo troverà diverse tecniche per metterti alla prova. È un fatto naturale, ha a che fare con la fiducia, con la crescita, con la paura, con la differenziazione, con il dolore, con la speranza, con l’equilibrio, …
Per questo motivo, quando il tuo bimbo non vorrà dormire, cerca di non arrabbiarti. Usa quei momenti difficili per conoscerti a fondo e per incontrare davvero il tuo cucciolo.
Se sei stata previdente, durante la gravidanza avrai selezionato un gruppo di musiche per te belle, coinvolgenti, gioiose e le avrai ascoltato insieme alla tua panciona. Avrai cantato e ti sarai mossa al ritmo di quella musica meravigliosa. Se lo hai fatto, sappi che hai già preparato un buon terreno comune col quale sviluppare una comunicazione profonda con il tuo bimbo, e che tutto potrà risultare più facile. Ma ricorda: la musica non è una magia, non è neutra, non risolve da sola ogni problema, men che meno quello della nanna.
Se il tuo bimbo è agitato e vorresti farlo addormentare per avere una notte serena, ricordati che per prima cosa sarai tu a non dover perdere la calma e a trasmettere serenità al tuo cucciolo. È importante e non sempre ti sarà possibile. Non demoralizzarti e ricomincia. Se hai un compagno vicino, potete alternarvi con flessibilità assecondando i vostri ritmi e i vostri stati d’animo. Se culli il tuo bimbo con una bella musica e sei intimamente agitata e insofferente, la tua fatica sarà massima e i risultati minimi.
E fai molta attenzione alla musica che ascoltate insieme. Pensa all’addormentarsi come a un percorso, a una trasformazione da uno stato di veglia, di presenza, di agitazione, di movimento a uno di sonno, di rilassamento, di calma. Al tuo bimbo devi insegnare il lasciar andare. Devi insegnargli da subito a fare un percorso che gli sarà utile sempre nella vita: calmare l’agitazione e trovare la pace.
In questo processo la musica può aiutarti, ma può anche esserti di ostacolo. Se il tuo bimbo è agitato, e utilizzi una musica troppo tranquilla, non stabilirai con lui alcuna relazione. La musica sarà troppo lontana dal suo stato d’animo. E viceversa. Allenati a osservare il tuo bimbo, a comprenderne lo stato d’animo e a scegliere la musica a lui più vicina. A quel punto ha inizio il percorso. Successivamente, può gradualmente portare il tuo bimbo verso uno stato di maggiore quiete, con l’aiuto di brani musicali più dolci, tranquilli e meditativi. Oppure puoi abbandonare totalmente la musica registrata per dare spazio alla tua sola voce.
Mentre ascoltate la musica insieme, balla, canta, divertiti con lui. Se sei nervosa, e fatichi a trovare pace, concentrati sulla musica che ti piace, sulle sensazioni nel corpo, sul movimento e il tuo respiro. Ritrova le sensazioni positive che quella musica ha sempre suscitato in te. Non pensare al fatto che vuoi che si addormenti. Pensa alla gioia della musica e condividi con lui questo momento. Solo questo. Il resto verrà da solo. Se la musica non è una fuga, è un perfetto terreno comune dove vivere esperienze emotivamente intense, dove costruire la vostra relazione. Dove imparare insieme.
Ma stai sempre attenta. Non andrà lontano se prima non ti abituerai ad ascoltare a fondo il tuo bimbo. Come ti spiego nella prossima idea.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
mercoledì 6 ottobre 2010
Sul pianoforte
A proposito di massaggio sonoro e di musicoterapia e crescita, mio figlio Francesco si addormenta sul pianoforte dopo mezz'ora di improvvisazione.
Per lui, ho scritto una ninna nanna che si muove in tonalità di FA, e suono cercando di avvolgerlo e coccolarlo, con dolce determinazione.
Sembra apprezzare.
Per lui, ho scritto una ninna nanna che si muove in tonalità di FA, e suono cercando di avvolgerlo e coccolarlo, con dolce determinazione.
Sembra apprezzare.
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domenica 3 ottobre 2010
Musicoterapia per la crescita - Idea otto
(c) dave mckean
Sul pianoforte
Se sei una mamma fortunata, hai un conoscente o un amico che suona il pianoforte e ne possiede uno a coda. Se è così, salici sopra e distenditi non appena scopri di essere in cinta, e fallo più volte che puoi. Chiedi al tuo amico di suonare per te quello che desidera, quello che crede possa aiutare te e la tua nuova vita a crescere in armonia. Non dimenticarti del papà, però. Chiedi a lui di salire sul pianoforte con te, e di rimanere vicini insieme, mentre il vostro amico produce suoni che risuonano nella cassa armonica di legno, che fanno convibrare il vostro corpo in perfetta sintonia. Per il feto, è l'abbraccio più profondo e intimo che può esserci. Se ve la sentite, mamma e papà, potete intonare insieme qualche vocalizzo che si appoggia con semplicità alla musica.
Dopo la nascita, mamma, porta il tuo bimbo sul pianoforte, e osserva cosa succede. Osserva come quei suoni, quelle piccole e profondissime vibrazioni lo calmano, lo riportano alla pace, e al tuo abbraccio.
Se sei una mamma ancora più fortunata, il tuo compagno sarà pianista, e potrà accompagnare tutta la gravidanza in estrema semplicità.
Se sei interessata a saperne di più o a provarlo, puoi contattarmi. Il massaggio sonoro in gravidanza è un'esperienza di pura gioia.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
sabato 18 settembre 2010
Musicoterapia per la crescita - idea sette
josette deru - particolare
Travaglio cantato
Mamma e papà, se avete giocato con la voce durante la gravidanza, ascoltato le reazioni del feto e imparato a capire le piccole e importanti modifiche del vostro respiro, può accadere spontaneamente che durante le fatiche e i dolori del travaglio proviate il desiderio di cantare.
Mamma, puoi cantare durante le contrazioni, trasformando le grida di dolore in lunghi vocalizzi armoniosi; puoi cantare nelle pause tra una contrazione e l'altra, per rigenerare le tue forze, ritornare alla regolarità del tuo respiro, e sentire la fiducia e il calore che le onde sonore, le tue, diffondono in tutto il tuo corpo, nel feto e nell'ambiente.
Papà, il tuo compito è di aiutare e supportare la mamma. Puoi suggerirle il canto tra una contrazione e l'altra, iniziando tu per primo a cantare, mentre le massaggi le spalle, la schiena e il collo; puoi accompagnare le sue grida durante le contrazioni e facilitare la loro trasformazione in vocalizzi; puoi affermare la tua presenza e il tuo ruolo di facilitatore, mentre le canti qualcosa che la aiuta a rilassarsi o a ritrovare energia nei momenti più difficili.
Quello che è importante è che non vi sentiate condizionati dall'ostetrica, dalla spazio sconosciuto in cui vi trovate, dalla paura e da un'idea errata di quello che è ammesso e quello che non è ammesso. Se l'ostetrica vi è vicina, è sensibile e attenta, accoglierà qualunque vostra manifestazione, se funzionale al parto.
Il travaglio può diventare così uno straordinario evento di improvvisazione sonora. Tutto vostro. Indimenticabile. Fine al primo, straordinario evento sonoro di vostro figlio, il primo pianto.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
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venerdì 3 settembre 2010
Musicoterapia per la crescita - Idea sei
Papà suona il tamburo
Che tu sappia suonare o no, papà, procurati un tamburo. Più grande che piccolo. Ma come ti piace.
Quando la tua compagna ha il vostro bimbo nella pancia, mettetevi insieme seduti per terra, su un tappeto, e suona loro il tamburo. Lascia che il ritmo nasca da solo, con semplicità, dalle mani a contatto con la pelle. Lascia che il legno risuoni a terra e cammini fino alla mamma, alle sue acque, al feto.
Cantate insieme sul ritmo del tamburo, inventando melodie e suoni. Sorprendetevi a vicenda. E poi rimanete in silenzio, ascoltando le risonanze nell'aria e nel corpo. Ascoltando il respiro.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
sabato 21 agosto 2010
Musicoterapia per la crescita - Idea cinque
(Alfred Otto Wolfgang Wols, Pittura, 1945-46)
Mamma giù per terra
Mentre attendi il tuo bimbo, mamma, ricordati di mantenere un saldo contatto con la terra. Dalla terra abbiamo origine, la terra ci sostiene e ci permette di crescere ben radicati. Quando puoi, stenditi per terra supina con le gambe piegate su un bel tappeto morbido, appoggia i palmi delle mani al suolo, ascolta la tua schiena che si distende e la pancia che si dilata. Porta l’attenzione al tuo respiro, la cassa toracica che si muove al contatto con il terreno. Immagina di rilasciare a terra tutta la tua fatica e il tuo peso. Quando vuoi, canta un lungo vocalizzo “lam”, ripetuto più volte per ogni espirazione. Lasciati accogliere. La terra ha braccia grandi.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
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radicamento
Musicoterapia per la crescita - idea quattro
Compilation musicale materna
Dai primi mesi di gravidanza, mamma, inizia a selezionare musica. Cerca con curiosità e apertura anche tra gli ascolti non familiari, rubando al tuo compagno, agli amici, da internet, ...
Trova musiche diverse tra loro, che abbiano cioè differenti caratteristiche ritmiche, timbriche, melodiche e armoniche. Apprezza la diversità e le infinite possibilità dei suoni. Seleziona solo musiche che ti danno un autentico piacere nell'ascolto, che ti coinvolgono, che ti commuovono, che ti rasserenano, che ti danno gioia. E pian piano, crea una tua compilation, da ascoltare per tutta la gravidanza e da dopo il parto, con il tuo nuovo cucciolo, nei diversi momenti della giornata. Ricorda, anche quando è nella pancia, il tuo bimbo vive con te i suoni e i movimenti della musica che ascolti. Già dalla gravidanza, ascoltate la musica insieme. Più varia sarà la musica, più possibilità avrai di viverla nei diversi momenti e nelle diverse emozioni della giornata con tuo figlio.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
martedì 17 agosto 2010
Musicoterapia per la crescita - Idea tre
La mamma e la pancia nell'acqua
Dal quinto mese. In piscina o nella vasca da bagno, mamma, immergiti fino alle orecchie. Con gli occhi chiusi, dondola lateralmente e canta “la” a ogni spostamento. Ritmicamente e dolcemente, esercitando flessibilità e ascolto. La bocca può essere immersa in acqua e il canto muoversi con le onde generate dal movimento.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
domenica 15 agosto 2010
Musicoterapia per la crescita - Idea due
Il papà canta alla pancia
Durante la gravidanza, dai primi mesi di gestazione, papà, appoggia entrambe le mani ai lati della pancia della mamma, che è sdraiata comodamente. Osserva e ricalca il suo respiro. Chiudi gli occhi, avvicina la bocca quasi a sfiorare la pancia e lentamente, senza sforzare, inizia a cantare un vocalizzo lungo, della durata dell'espirazione. Prosegui per almento dieci minuti e per tutto il tempo che lo desiderate.
Poi utilizzare una vocale a scelta, oppure la "m" a bocca socchiusa. Oppure iniziare a invetare piccole canzoncine. Dal quinto, sesto mese, è possibile osservare le reazioni del bimbo, con estrema soddisfazione.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
sabato 14 agosto 2010
Musicoterapia per la crescita - idea uno
La mamma canta al feto
Durante la gravidanza, dai primi mesi di gestazione, mamma, appoggia entrambe le proprie mani sulla tua pancia. Chiudi gli occhi, ascolta il proprio respiro e lentamente, senza sforzare, inizia a cantare un vocalizzo lungo, della durata dell'espirazione. Prosegui per almento dieci minuti. Ogni giorno. E per tutto il tempo che lo desideri.
Puoi utilizzare una vocale a scelta, oppure la "m" a bocca socchiusa.
(musicoterapia per la crescita - presentazione)
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