giovedì 26 luglio 2018
Le vibrazioni sonore e una bambina
È come quando fai saltare un sasso nell'acqua, mi dice. Hai presente quando il sasso salta e da quel punto si allargano i cerchi nell'acqua? La campana è il sasso. Io sono l'acqua. I cerchi sono quello che ho sentito.
giovedì 23 novembre 2017
Improvvisazione al pianoforte per neonati
lunedì 2 ottobre 2017
Suonoterapia, massaggio sonoro e benessere
I principi della suonoterapia sono basati sul fatto che le vibrazioni sonore sono per loro natura fisica strutture armoniche geometricamente perfette. Le formanti armoniche che costituiscono i suoni che percepiamo sono come tante piccole gocce d'acqua che insieme costituiscono le onde di un vasto oceano.
Alcuni strumenti musicali sono in grado di riprodurre l'intera sequenza dei suoni armonici.
Il primo di questi è la nostra voce. Se adeguatamente educata, liberata dalle pressioni esercitate dalle nostre tensioni fisiche sui diversi diaframmi presenti nel nostro corpo, essa può produrre suoni equilibrati e ricchi di formanti armoniche, capaci di riequilibrare lo stato complessivo del corpo e della mente.
Altri strumenti straordinari sono le campane tibetane armoniche che sono realizzate con cura e ricerca scientifica per riprodurre l'intera sequenza armonica. Sono 'geneticamente' diverse dalla maggior parte delle campane rituali che si trovano in commercio. Come riconoscerle? Quando le suoniamo sentiremo una cascata di brillanti risonanze che ci avvolgono. Un suono ricco, sfaccettato e nutriente.
Esistono anche dei diapason concepiti appositamente per produrre vibrazioni particolarmente intense. Quando vengono appoggiati al corpo producono un micromassaggio delicato e profondo molto rilassante.
Poi i gong, le campane tubolari, l'harmonium, l'ocean drum, l'hang tank drum... e ultimo ma non ultimo il pianoforte, di cui ho già scritto diverse volte su questo blog.
333/8582316
venerdì 2 giugno 2017
Massaggio sonoro, vocalità e gravidanza
L'armonia naturale del suono favorisce lo sviluppo bio-psico-spirituale del bambino, anche durante la fase fetale. Prima ancora dello sviluppo dell'udito, che avviene dalla diciottesima alla ventiquattresima settimana, il corpo del bambino in formazione percepisce fisicamente la vibrazione sonora e i cambiamenti che avvengono a livello ambientale. La percezione tattile infatti, che si sviluppa già a partire dall'ottava settimana, permette al bambino di sentire cosa avviene all'interno del liquidità amniotico. Come noto, l'acqua è un ottimo trasmettitore del suono. In ambiente acquoso i suoni vengono trasmessi più velocemente e a distanze maggiori.
Sono questi i pre-requisiti fisici che rendono importante e unica l'esperienza del massaggio sonoro con il pianoforte durante la gravidanza. Usata con attenzione, cura e delicatezza, l'armonia del suono sostiene attivamente la crescita. L'abbraccio della musica si avvolge intorno alla madre (e al padre che è bene coinvolgere quando possibile) distesa sulla cassa armonica del pianoforte e avvolge a sua volta il feto al suo interno. Diventa un'intima danza condivisa, fatta di respiri, pause, emozioni e sensazioni profonde. Normalmente insegno alla madre alcuni semplici esercizi vocali da accompagnare all'improvvisazione al pianoforte. Intuitivamente la voce materna si fonde con quella dello strumento. La voce è infatti lo strumento più meraviglioso che la natura ci abbia dato, pieno di potenzialità e con un equilibrio armonico straordinario. Sviluppare un uso più consapevole della propria voce è una delle opportunità che questa esperienza offre a chi vi partecipa. La voce può curare, massaggiare, calmare, rigenerare, scaldare... e sarà compagna di vita del nostro bambino per sempre. Iniziare a farne esperienza per migliorare la propria familiarità con essa è semplice e immediato. E la relazione madre-bambino ne gioverà tantissimo.
mercoledì 9 settembre 2015
Un incontro speciale col suono
Prima ancora che un'esperienza terapeutica, il massaggio sonoro con il pianoforte è un incontro speciale col suono. Fin dalla nostra vita intrauterina, prima della nascita, siamo immersi in suoni speciali, filtrati dal corpo e dalle esperienze della nostra mamma. Alla nascita, nei primi mesi di vita, ogni relazione che pone le basi per la comunicazione da adulti avviene attraverso giochi sonori e musicali. La vibrazione, costitutiva della vita e strutturante spazio e tempo, accompagna ogni respiro e ogni battito.
Soltanto da "grandi", adolescenti, adulti, la nostra mente si inganna pensando alla musica come a qualcosa di altro da noi stessi, che può certo coinvolgerci, toccarci profondamente, colpirci, ... ma in qualche modo la pensiamo come qualcosa di meno essenziale, nella nostra esistenza, in forte contrasto con quella che è stata da sempre la nostra esperienza diretta.
La marginalità e l'arcaicità con le quali la musica viene insegnata a scuola conferma completamente questa divergenza. Lo stesso possiamo dire della pauperizzazione e banalizzazione che vengono messe sistematicamente in atto nell'ambito della cosiddetta musica commerciale, che diviene prodotto uso e getta se non semplice pretesto per veicolare altri prodotti commerciali.
Eppure, ognuno di noi è un'orchestra musicale vivente, fatta di ritmi essenziali, vocalizzi, armonia, interplay, ecc. L'esperienza del massaggio sonoro al pianoforte può permetterci di rimetterci in contatto diretto con questa antica conoscenza di noi. Di tornare ad ascoltare pienamente il nostro corpo vibrante, a ritrovare la nostra antichissima musicalità. E tutto questo viene prima, è per così dire la matrice di ogni possibilità di cura con la musica e le vibrazioni. Un'esperienza per tutti, al di là di specifici disturbi, una vera occasione di riscoperta all'insegna del benessere.
Contatti per prenotazioni.
venerdì 9 gennaio 2015
Lasciarsi andare
Un lungo percorso, per permetterle di imparare il benessere delle vibrazioni, del sostegno e della fiducia.
Da una seduta di musicoterapia presso l'R.S.A. Agostoni di Lissone.
sabato 29 novembre 2014
Regala un massaggio sonoro per Natale
Il massaggio sonoro al pianoforte è un'esperienza bellissima.
I suoni dell'improvvisazione avvolgono il corpo, toccano le emozioni, producono un rilassamento profondo e riequilibrano energeticamente il corpomente. È anche il modo più semplice ma inconsueto per comprendere pienamente cos'è il suono e perchè è da sempre così importante per l'esperienza umana.
Non è destinato esclusivamente a chi ha specifici problemi o patologie, ma può essere sperimentato da tutti.
È anche possibile farlo in coppia, con il proprio compagno, il proprio figlio o qualunque altra persona cara.
Puoi regalartelo, o regalarlo a qualcuno per Natale o qualche altra ricorrenza. Un dono originale che risolve due problemi: l'imbarazzo di non sapere mai cosa regalare alle persone a noi vicine; offrire un'esperienza di pieno benessere.
Se sei interessato, contattami. Ti farò avere un biglietto dono da regalare a chi vuoi.
venerdì 21 dicembre 2012
Un massaggio sonoro per Natale
Un modo meraviglioso per sperimentare la musica. Un'immersione totale nel mare delle vibrazioni sonore.
Può essere un bel regalo di Natale, per persone speciali.
Se vuoi, contattami. Potrebbe risolverti i grattacapi del regalo dell'ultima ora.
lunedì 20 giugno 2011
Wellness Party a Lesmo - 24 giugno 2011
Per chi non è potuto venire a Carate Brianza, per chi non ne aveva mai sentito parlare, e per chi vuole salutare l'arrivo dell'estate all'insegna del benessere...
Alla Baia di Lesmo, in via Petrarca 1 a Lesmo, venerdì 24 giugno 2011 si terrà il nuovo Wellness Party, dove chi vuole potrà provare gratuitamente un massaggio sonoro al pianoforte, insieme a tutte le altre proposte dell'iniziativa. Sarà occasione di incontri e relax. E tutto quello che ognuno vorrà portare.
giovedì 26 maggio 2011
Wellness Party a Carate Brianza - 26 maggio 2011
Nella mia professione di musicoterapeuta, ho la fortuna di praticare il massaggio sonoro con il pianoforte.
La sua bellezza, i suoi effetti benefici, la sua multisensorialità, l'esperienza vibratoria del suono sono tutte caratteristiche che lo rendono una tecnica meravigliosa e dalle numerose e in parte ancora inesplorate potenzialità.
Eppure è una tecnica poco conosciuta e poco praticata. Per questa ragione, sono molto felice di invitare tutti al nuovo Wellness Party, che si terrà a Carate Brianza al Molto Club & Restaurant il 26 maggio a paritre dalle ore 20. Chi vuole, potrà provare un trattamento di massaggio sonoro, insieme alle altre proposte della serata. E capire di cosa parlo quando ne parlo.
Nel sito ufficiale del Welness Party trovate tutte le informazioni.
Di seguito, invece, pubblico alcune foto della precedente edizione del Wellness Party.
Le foto sono di Cesare Viganò, che ringrazio infinitamente.
foto (c) cesare viganò
ce_vg@yahoo.it
cevg71@gmail.com
http://www.flikr.com/photos/viga71/
tel. 349 5938571
lunedì 7 marzo 2011
Wellness Party
Lunedì 7 marzo, allo Spazio Y in via Arese 5 a Milano, avrò il piacere di presentare i benefici del massaggio sonoro al pianoforte nell'ambito del Wellness Party, un evento esclusivo che inviterà i partecipanti a percorrere i cinque sensi attraverso proposte all'insegna del benessere.
L'ingresso è riservato e su inviti. Ma l'iniziativa merita attenzione. Racconterò.
Con me ci sarà anche Stefano Chiodini, per un po' di improvvisazione jazzistica. Ché gli amici ti accompagnano ovunque. Soprattutto gli amici musicisti.
mercoledì 6 ottobre 2010
Sul pianoforte
Per lui, ho scritto una ninna nanna che si muove in tonalità di FA, e suono cercando di avvolgerlo e coccolarlo, con dolce determinazione.
Sembra apprezzare.
venerdì 7 agosto 2009
Massaggio sonoro in gravidanza

L’approccio olistico alla cura e al benessere psico-fisico si è caratterizzato nel tempo per alcune metafore molto efficaci. Una delle più recenti è quella dell’ologramma.
Come risulta evidente da alcune tecniche e approcci specifici, ogni parte del nostro corpo può essere vista come una parte specifica e funzionalmente distinta dalle altre e, al contempo, come una piccola rappresentazione del tutto. L’agopuntura, la riflessologia, l’iridologia, ecc. confermano continuamente come lavorare su una parte localizzata del corpo permette di lavorare su corpo e mente nella sua interezza. In questo senso, orecchio, occhio, piede, mani, glutei, … sono tutte parti ologrammatiche del corpo intero. Come è noto infatti, ogni parte di un ologramma ripresenta l’immagine intera dell’ologramma stesso.
Da molti punti di vista, possiamo immaginare il futuro nascituro come un ologramma dei propri genitori, in quanto rappresentativo di entrambi, loro continuazione psico-fisica, loro eredità. La vita, con ogni nascita, si rinnova attraverso nuovi riflessi che rappresentano e rinnovano il rapporto con gli antenati, di sangue e spirituali. Il feto, inoltre, è un organismo vivente che è parte integrante del corpo materno. In un gioco di riflessi meraviglioso, il feto contiene la madre (e il padre) in quanto sua continuazione, e la madre contiene il feto nel suo grembo.
Massaggio sonoro al pianoforte in gravidanza
Durante una seduta di massaggio sonoro al pianoforte, il suono avvolge quindi la madre che avvolge il feto. Il suono, attraverso le vibrazioni e le risonanze, entra in relazione fisica ed emotiva diretta con entrambi, in un processo simbiotico accogliente e rigenerativo.
Come ampiamente verificato, dal quinto mese di gestazione il feto è in grado di rispondere a segnali sonori diretti, in particolare la voce della madre, ma è già dalle primissime fasi di vita che il suono, per le sue caratteristiche, in quanto energia che si propaga nello spazio con moto ondulatorio, contatta direttamente le cellule del nascituro. Tale stimolazione, in quanto condivisa, compartecipata dalla madre, amplifica e rinforza il legame che li unisce. Se al massaggio sonoro si aggiungono i vocalizzi materni, il feto apprende le prime esperienze sonore significative seguendo la voce guida della madre, iniziando precocemente un dialogo che sboccerà negli anni a venire.
Il dialogo sonoro sviluppato in fase prenatale (con il massaggio sonoro e con i canti materni) favorisce uno sviluppo psicofisico del bambino più equilibrato. La musica è un facilitatore straordinario per lo sviluppo cellulare, organico e mentale: è sostegno emotivo; è energia benefica e rigenerativa; è contenitore psichico e rappresentativo; è materia comune di scambio, contesto condiviso sul quale sviluppare la comunicazione e la crescita; è una struttura organizzata emotivamente significativa che favorisce l’orientamento spaziale e temporale, quindi la crescita motoria e cognitiva; è una stimolazione che permette di sviluppare positivamente la memoria, la capacità di concentrazione, la creatività e le attitudini logico – matematiche.
Consapevolezza, rilassamento e risorse
I blocchi armonici e ritmici e i diversi registri attraverso i quali si sviluppa l’improvvisazione musicale al pianoforte durante una terapia, permettono di stimolare in modo selettivo alcune parti del corpo della madre e di contattare in modo differenziato il feto. Tale modalità favorisce lo sviluppo della consapevolezza materna, che ascolta le reazioni nel proprio corpo e le risposte emotive e razionali nella propria mente, portando progressivamente la madre a un ascolto profondo del proprio corpo che cambia, dei movimenti intra-uterini, delle tensioni fisiche provocate dalle trasformazioni fisiologiche. Inoltre, ansie, timori e logorii mentali abituali si tacitano, in quel silenzio della mente che è ritorno alla complementarietà positiva di corpo-mente, permettendo la diffusione nel corpo di uno stato di pace e benessere che investe completamente anche il feto. Mamma e bambino condividono quindi una precoce esperienza di armonia, con la madre che perde la propria frammentarietà di vita e si ricongiunge a se stessa e alla nuova vita che sta crescendo dentro di lei. Tale esperienza, così complessa da rappresentare e raccontare, è regolarmente ed efficacemente espressa dal corpo, che calma il proprio respiro, che si allunga naturalmente, che si fa pesante nel suo ricadere abbandonato sulla cassa armonica, che si fa al contempo leggero perché dismette temporaneamente la propria armatura psico-fisica, che trova nel rilassamento del viso, nel sorriso, negli sbadigli un diverso ritmo di vita e si apre, senza difese rituali, alle sorprese che questa particolare fase della vita riserva ogni giorno.
E il padre?
Il padre c’è, dovrebbe esserci. Può partecipare alla seduta stendendosi anch’egli accanto alla madre, sul pianoforte, oppure stando accanto, in piedi, mantenendo un contatto fisico con la madre. Può collaborare attivamente al dialogo sonoro vocalizzando a livello del feto, insieme alla madre, aprendosi a una relazione inedita forte, che unisce e prepara ad affrontare le rivoluzioni post-parto.
Egli può rinnovare l’esperienza del dialogo a casa, nell’intimità della camera da letto, vocalizzando per brevi periodi insieme alla madre. A livello psicologico, tale percorso permette al padre di non sentirsi escluso da una trasformazione che molto spesso appare (erroneamente) a due e nella quale, invece, il ruolo del padre è fondamentale per sostenere, consolidare, rielaborare. Il percorso può inoltre rappresentare un’efficace preparazione all’evento travaglio, dove il padre può essere attivo supporto alle fatiche materne.
sabato 2 maggio 2009
Esperienze di massaggio sonoro

Il massaggio sonoro al pianoforte
di Silvia Turrin
«La sostanza del corpo è una sinfonia virtuale di frequenze, suoni e ritmi biologici, mentali ed emozionali che, nel loro fluire continuo, cercano di raggiungere e di mantenere lo stato di perfetto equilibrio». Così scrive Randall McClellan nel libro The healing forces of Music pubblicato nel 1993 (la cui edizione tradotta in italiano è attualmente non reperibile nei normali circuiti di distribuzione, quali librerie e siti specializzati). L’equilibrio psico-fisico viene indebolito da stress, da ritmi frenetici, o è minato da patologie più o meno gravi, quali emicranie, ipertensione, insonnia o attacchi di panico.
In questi casi, la musicoterapia può essere d’aiuto per riportare corpo e mente in una condizione ottimale. Uno dei metodi più coinvolgenti, piacevoli ed efficaci per ripristinare uno stato di benessere è il massaggio sonoro al pianoforte che utilizza, in termini pratici, il concetto di frequenze del suono. È ormai noto che determinati ritmi, melodie, vibrazioni acustiche agiscono a livello fisiologico e che le frequenze sonore sono in grado di “colpire” specifiche zone del corpo.
Come mette ben in evidenza McClellan nel volume citato, le frequenze possono essere terapeutiche, poiché “il suono è un’energia vibratoria che interagisce con l’energia delle strutture del corpo attraverso la risonanza”. Inoltre, “ogni struttura del corpo ha la propria frequenza di risonanza naturale”.
Partendo da questi e da altre teorie, è stato sviluppato il massaggio sonoro al pianoforte.
Per capire meglio le caratteristiche di questo approccio, l’ho voluto sperimentare personalmente.
Mi sono rivolta a Guglielmo Nigro, musicista e psicologo specializzatosi in musicoterapia attraverso corsi e seminari tenuti, fra gli altri, dal prof. Dario Benatti e dalla prof.ssa Giulia Cremaschi Trovesi. La professionalità del dott. Nigro intreccia altre discipline, quali bioenergetica, psicologia culturale di Bruner e meditazione dinamica, definibili olistiche, poiché considerano l’unità, non la dualità, tra mente e corpo. La tecnica del massaggio sonoro al pianoforte agisce anch’essa a livello globale, producendo effetti sul piano fisico e sulla parte più sottile (energetica) dell’uomo. Ci si distende sulla cassa armonica del pianoforte a coda, ricoperta da un telo, appoggiando testa e ginocchia su morbidi cuscini. Le luci vengono abbassate per agevolare il rilassamento. Si possono chiudere o lasciare aperti gli occhi, a discrezione del soggetto (io li ho chiusi). Una volta distesi, si rimane in silenzio per qualche istante, poi, inizia la musica. E a queste punto, l’esperienza non può che essere raccontata se non in modo personale.
Per 40 minuti sono stata avvolta dalle onde sonore del pianoforte. Sentivo non solo a livello uditivo, ma anche a livello fisico e vibratorio i tasti che si muovevano a seconda dell’accordo. La mia percezione sensoriale del suono andava oltre la pura dimensione acustica: è stata un’esperienza totale, poiché percepivo che determinate note toccavano la mia colonna vertebrale, altre andavano ancor più in profondità raggiungendo il plesso solare e altre ancora le ho avvertite intensamente nella zona cervicale. Man mano che la musica procedeva le sensazioni che provavo s’intensificavano sempre di più. Il respiro e il battito cardiaco era come si trovassero nella stessa condizione che precede il sonno, per cui dominava in me un totale senso di calma.
Questo tipo di massaggio, che prevede il contatto fra soggetto e strumento musicale, crea una con-vibrazione e sviluppa un dialogo sonoro tra le frequenze del corpo e quelle del piano. È particolarmente indicato per chi tende a pensare troppo, per chi impegna costantemente la mente o per chi, come si è già anticipato, presenta alcuni disturbi come mal di testa, insonnia, mal di schiena. Il “massaggio” avviene attraverso, e con i suoni, sprigionati in modo improvvisato. Non si ascoltano partiture conosciute, bensì la composizione, che varia nel ritmo, in altezza, in intensità, è assolutamente estemporanea, creata al momento e ispirata alle condizioni psico-fisiche della persona coinvolta nel massaggio.
Questa esperienza sonora agisce a livello olistico. Non solo favorisce il rilassamento muscolare, ma riduce quelle tensioni che portano alla cristallizzazione della corazza mentale e fisica, che influisce sullo stato di serenità.
Non ci sono ancora studi specifici che ne dimostrino l’efficacia, anche se, per riflesso, tutte le ricerche relative all’applicazione terapeutica delle frequenze confermano la capacità dei suoni di influenzare positivamente mente e corpo (si vedano per esempio, i lavori condotti da Chladni sulla cimatica e altri legati alla radionica).
Il massaggio sonoro al pianoforte è un approccio di musicoterapia sempre più considerato dagli addetti ai lavori, poiché si tratta di un metodo semplice ed indicato per generare uno stato di rilassamento e per riportare equilibrio interiore.
martedì 6 gennaio 2009
Incontri - riflessioni sui seminari presso Scopri Coop
Gli argomenti hanno toccato alcuni degli ambiti più importanti, a mio avviso, della musicoterapia, ovvero il paesaggio sonoro in cui viviamo, il rapporto con la nostra voce, l’improvvisazione musicale (strumentale e vocale), i suoni armonici e la tecnica di massaggio sonoro con il pianoforte.
Visto la durata relativamente breve di ogni incontro (2 ore per 5 incontri complessivi) il messaggio che mi premeva far passare con più energia è stato l’importanza del nostro rapporto quotidiano con la musica, i suoni, la musicalità e l’improvvisazione.
Di suoni siamo fatti e di suoni viviamo, ma ne abbiamo poca consapevolezza. Il potenziale benefico della musica usata, suonata, ascoltata, espressa con cura è immenso ma pochissimo sviluppato.
Il successo degli incontri, che ha visto la partecipazione attenta, collaborativa, a tratti “combattiva” di 30/40 persone per ogni incontro, è per me la conferma di almeno due aspetti: il primo è che parlare e fare esperienze di musica e del potere benefico del suono è coinvolgente per molte persone ed è estremamente semplice. Proprio in ragione del fatto che ognuno nella propria vita ha avuto esperienze musicali significative, quando racconto della forza evocativa, emozionale della musica, quando si approfondisce il rapporto del suono con le nostre somatizzazioni e le nostre abitudini psico-motorie (magari sperimentando un semplice vocalizzo o un mantra), quando ci si mette in gioco in un’improvvisazione musicale estemporanea, le persone capiscono, partecipano e si lasciano trasportare.
Il secondo aspetto che torna come una conferma è che la musica e l’approccio musicoterapeutico al suono e alle esperienze di vita che cerco di promuovere danno spazio alla soggettività e permettono la condivisione dell’individualità. Ogni persona sente e sperimenta la musica in modo personale, unico. Ogni persona ha un rapporto intimo inalienabile e non neutro con la propria voce e la propria musicalità. Tutti noi ci impegniamo ogni giorno in improvvisazioni musicali inconsapevoli, a volte faticose, molte volte efficaci e che guidano la nostra esistenza. Non voglio apparire troppo esistenzialista, o fare della musica il motore del mondo. Ma come ho cercato di spiegare e di mettere in scena durante i seminari, ogni nostro gesto, ogni nostra caratteristica musicale, può essere rivista in chiave sonora, ritmica armonica melodica, così che le relazioni abituali della nostra quotidianità si trasformano magicamente in rituali musicali, in danze, in improvvisazioni sonore emotivamente significative. Si tratta di un tema che, nella probabile ripresa dei seminari con l’anno nuovo, sarebbe interessante approfondire.
Un’altra opportunità che è scaturita dagli incontri presso Scopri Coop è stata quella di far provare a ben venti persone nell’arco di meno di un mese il massaggio sonoro al pianoforte. Ognuna ha vissuto l’esperienza in modo diverso, chi valorizzando più gli aspetti emotivi, i contenuti mentali e cognitivi, chi quelli più fisici e legati alle sensazioni dirette del corpo. In ogni caso, nessuno dei commenti al termine delle sedute è stato banale, neutro (nel senso di non significativo), inutile. Al contrario, ogni parola detta o comunicazione non verbale trasmessa al termine e durante il massaggio sonoro sono state da me apprezzate e mi sono arrivate, di nuovo, come una conferma vivissima e forte dell’efficacia di questa tecnica.
Al di là dei disturbi o delle aspettative di cura che ognuno nutre verso questa tecnica, il massaggio sonoro è uno dei modi più diretti e coinvolgenti per comprendere appieno cosa sia la musica e come funziona, come percepiamo, come risuoniamo con essa.
Ed è l’opportunità per incontrare e conoscere persone diverse, con il loro mondo, le loro esperienze, la loro immaginazione. Ognuna di esse lascia tracce e produce cambiamento e apprendimento.
lunedì 13 ottobre 2008
Zia May sul pianoforte - racconto
Quando qualcuno mi chiede di come funziona il massaggio sonoro al pianoforte, di solito gli racconto di zia May.
martedì 23 settembre 2008
Massaggio sonoro al pianoforte
Il percorso sonoro è ogni volta diverso in quanto basato sull’improvvisazione. I brani musicali sono quindi creati al momento (eventualmente accompagnati dalla voce o da altri strumenti di tipo etnico come il bastone della pioggia) e possiedono caratteristiche ritmiche, armoniche e melodiche adeguate alla persona. Si sperimenta una vera e propria immersione nelle vibrazioni sonore, e si avverte in poco tempo una sensazione di profondo rilassamento, di distensione e di allungamento muscolare.
L’improvvisazione ricalca e parte da caratteristiche specifiche della persona quali: tono emotivo e fisico, tensioni muscolari e viscerali, ritmo del battito cardiaco e respiratorio. Il percorso improvvisativo si sviluppa in modo da modificare lo stato iniziale della persona, favorendo innanzitutto il rilassamento muscolare e viscerale e la riduzione delle tensioni dovute alla propria “armatura” psico-fisica e al continuo lavorio mentale.
Dolorosi compagni di viaggio:
Mal di testa, mal di schiena, tensioni cervicali, sintomi da stress, ipertensione, tachicardia, cali improvvisi di pressione, insonnia, difficoltà nel rilassamento del tono muscolare, affaticamento… sono sintomi comuni a molte persone. Dovuti a ritmi di vita eccessivi, alla pressione delle responsabilità quotidiane (lavorative e familiari), all’impossibilità di trovare uno spazio proprio di ascolto e di rilassamento, essi vengono per lo più curati con medicine specifiche usate spesso in modo frequente e prolungato. Tendono a cronicizzarsi e diventano dei compagni di viaggio faticosi e invadenti.
Attraverso il Massaggio Sonoro al pianoforte, che sfrutta l’efficacia naturale del suono, è possibile agire in modo mirato ed efficace per ridurre e far sparire i sintomi.
Il Massaggio Sonoro può essere associato a un percorso musicoterapeutico strutturato, un percorso di cambiamento personale realizzato attraverso l'espressività, la creatività e la consapevolezza individuale.
Come agisce il massaggio sonoro:
1. Distensione corporea, muscolare e viscerale
2. Riequilibrio delle qualità energetiche della persona
Gran parte delle tensioni che possono generare patologie fisiche è di origine psicosomatica. Lo stress, l’ansia e la paura si manifestano nel corpo attraverso tensioni muscolari, cisti, ernie, posture errate, apnee respiratorie, ecc. A queste tensioni sono normalmente associati sovraccarichi energetici. Il massaggio sonoro, attraverso il meccanismo di con-vibrazione sopra descritto, permette una naturale ri-distribuzione dell’energia in tutto l’organismo, riducendo efficacemente le localizzazioni psicosomatiche.
3. Rilassamento psichico
Come è stato dimostrato da diversi studi scientifici, la percezione e la produzione musicale interessano soprattutto l’emisfero destro del cervello, ovvero la parte meno razionale e più legata a un contenuto emotivo, istintuale e paralinguistico. L’ “immersione corporea” del massaggio sonoro produce quindi una stimolazione della parte meno razionale, riducendo la tensione psichica prodotta dal continuo lavorio mentale. Ciò facilita la distensione emotiva e amplifica le capacità sensoriali di tutto il corpo.
4. Improvvisazione musicale
Per ottenere un massaggio sonoro efficace il musicoterapeuta esegue un’improvvisazione adeguata alle caratteristiche individuali della persona. Ogni improvvisazione è quindi calibrata in base a: tono muscolare ed emotivo, ritmo respiratorio e cardiaco, eventuali dolori o tensioni localizzate, gusti ed educazione musicale individuale.
Durata della singola seduta
Ogni seduta di Massaggio Sonoro ha una durata complessiva di un'ora. L'improvvisazione si sviluppa in un arco temporale variabile a seconda di ogni persona, mediamente intorno ai 40, 45 minuti.
Frequenza
La frequenza delle sedute varia in funzione delle necessità e delle problematiche individuali. È possibile che, in fase iniziale, sia utile effettuare un ciclo di sedute bisettimanali, per poi ridursi nel tempo. È tuttavia possibile anche effettuare singole sedute in occasione di periodi
particolarmente stressanti al solo scopo di prendere una pausa energetica e rigenerante. Oppure intervenire in modo puntuale e localizzato in relazione a dolori specifici (infiammazioni lombari,
emicranie acute, ecc.)











