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lunedì 28 gennaio 2013

Il gioco sorprendente della musica - approfondimento

Prima di leggere questa pagina, prenditi qualche secondo per apprezzare la gioia di mio figlio Gabo che improvvisa una danza su un panettone stradale durante un assolo di batteria da strada...




Ora torniamo seri. 
Ma non dimenticare la gioia del gioco e dell'improvvisazione libera nella tua vita!


Nella nostra memoria, alcuni tra i ricordi più dolci riguardano i giochi dell’infanzia. Il piacere dell’esplorazione, l’assenza del peso schiacciante delle responsabilità, il gusto per la conoscenza, il divertimento della creatività, la potenza della relazione con gli altri e con il mondo. 
E nel nostro presente? Quale spazio dedichiamo a quelli che sono elementi fondamentali del nostro equilibrio psicofisico e del nostro benessere? È possibile ritornare in contatto con la nostra parte vitale capace di esplorare, creare, immaginare, sorprendersi, costruire relazioni inedite… giocare?
Gli incontri del nuovo ciclo di incontri di musicoterapia olistica che ho il piacere di presentare in questo 2013 presso il Centro Yoga di Barzanò, a partire da sabato 9 febbraio, vorrebbero essere occasione per riflettere e sperimentare la gioia e il senso di libertà che il gioco in età adulta può offrire.
Il gioco da adulti è una delle esperienze più gioiose che si possano fare, accompagnato dalla consapevolezza e dalla comprensione. Il piacere di lasciarsi sorprendere, di aprirsi alle esperienze  della vita, cercando di disinnescare schemi di pensiero abituali, rituali psicogeni antichi quanto inutili.
La musica e l’espressione creativa possono essere un’opportunità reale e concreta per riscoprire il nostro umano bisogno di giocare e sperimentare; e possono dar voce, allo stesso tempo, al luogo della nostra mente dove l’immaginazione, la creatività, la passione e il divertimento riposano intontite dalle fatiche quotidiane.
Il cammino, in fondo, va sempre nella stessa direzione: far emergere le infinite risorse a nostra disposizione per essere più sereni e aperti a noi stessi e al mondo; riprendere il filo perduto della nostra evoluzione personale.
La musica (e la musicalità) è utilizzata come opportunità per rivelarci a noi stessi e agli altri, sorprenderci delle molteplici possibilità, superando pregiudizi e condizionamenti relazionali, culturali ed emotivi.

Essere come un neonato

Portando e nutrendo la tua anima sensibile
e abbracciando l’uno, puoi non separartene?
Concentrando il respiro e sviluppando la morbidezza,
            puoi essere come un neonato?
Purificando e ripulendo la visione profonda,
            puoi essere senza macchia?
Amando il popolo e governando lo stato,
            puoi restare nel non sapere?
Aprendo e chiudendo le porte del cielo,
            puoi essere il femminile?
Illuminando i quattro angoli del mondo,
            puoi attenerti al non agire?

Genera e alleva, genera senza possedere,
agisci senza contare sui risultati,
coltiva senza impadronirti:
questa è detta la “virtù nascosta”.
Lao Tzu, Tao Te Ching, ed. Feltrinelli

lunedì 26 marzo 2012

La primavera che sboccia


disegno di gabo


Come già accennato, per il secondo anno di fila ho avuto la fortuna di lavorare con il servizio psichiatrico di Cernusco L.ne (Centro Residenziale) e di Merate (Centro diurno), in un progetto di musicoterapia olistica di gruppo. Ci sarà il tempo, spero, per raccontare metodologie e tecniche utilizzate, per ricordare esperienze ed emozioni di un percorso efficace e coinvolgente.
Oggi è il giorno che precede la festa conclusiva di domani, durante la quale i partecipanti, in due gruppi, metteranno in scena, davanti a un pubblico selezionato di addetti ai lavori e familiari, una performance di improvvisazione musicale e di (teatro)danza che abbiamo costruito insieme a partire dalle intuizioni offerte da alcuni dipinti realizzati da altri utenti.
Il tema principale che ha accompagnato ogni incontro, il filo rosso più o meno esplicito che ha legato le esperienze di ognuno è quello della possibilità del cambiamento, inteso come movimento spontaneo verso la vita. La possibilità cioè, di ritrovare dentro ognuno di noi la fiducia per ritornare a evolvere sul piano psichico. Senza dimenticare che è possibile sbloccare la mente solo con il fondamentale contributo del corpo. E la musica, nell’improvvisazione intuitiva e nell’espressione della danza spontanea, è uno strumento meraviglioso per ritrovare la sinergia benefica e vitale di corpo e mente.
In occasione della festa, per il giornale che viene realizzato dalla comunità, ho scritto un breve articolo di saluto che riporto qui sotto.

La primavera che sboccia
Non si può avere paura in primavera.
Dal riposo dell'inverno, dal suo freddo, dal suo buio, la natura ritorna alla vita con un canto potente e gioioso. È dalla natura che impariamo noi stessi, è in essa che ci ritroviamo. Lo dimentichiamo, ma ne siamo parte tutti insieme.
Il mio lavoro, con la dovuta umiltà, cerca di riportare un poco di primavera nelle persone che incontro, tramite quel meraviglioso strumento espressivo che è la musica. È un lavoro fatto di confronti e di sorprese. Ho imparato, negli anni, ad accogliere quello che arriva senza troppe aspettative. E magicamente, ogni incontro diviene scoperta.
Nella fragilità e nella sofferenza si nasconde, in potenza, la piena felicità. E per quanto le nostre antiche abitudini, i nostri meccanismi automatici, i mantra negativi che ci cantiamo ogni giorno nella mente, cercano di minacciare ogni passo del nostro cammino, ci sono infinite possibilità di ritrovare il nostro fiore che sboccia.
Ricordo le vostre facce, la prima volta che ci siamo incontrati. Ricordo le perplessità. E le parole delle educatrici: li abbiamo costretti a venire. So che per molti di voi, apparentemente, non ci sono ragioni per cui depositare fiducia negli altri, in nuovi incontri. Troppe delusioni, troppi dolori, troppi ricordi spaventosi. Eppure, quando ci apriamo alle possibilità, a volte, capita di ritrovarsi improvvisamente felici, più sollevati, più pieni di energia. È la magia degli incontri, la magia della musica e del movimento del corpo. Ci è capitato molte volte quest'anno!
E a guardare le vostre facce oggi, dopo tutti questi mesi insieme, mentre sudate nel cercare di mettere in musica le vostre emozioni, o di scacciare i demoni di un dipinto con le vostre danze, fatico a riconoscervi. Perché vedo un po' di questa meravigliosa primavera. Che è la vostra, che è la mia. E per quanto cerchiate di attaccarvi coi denti al vostro dolore, al demone che conoscete così bene, so che la forza della speranza per un cambiamento duraturo è più forte, più persistente. Concedetevelo.
E nell'osservarvi, mi rivedo cambiato io stesso. Non dimenticatelo, ma so che lo dimenticate. Voi provate a non dimenticare questo: ognuno di noi ha il suo bagaglio di dolore, paura, fragilità da curare; ognuno di noi ha un potenziale enorme di felicità e creatività da far sbocciare. Non siete speciali: specialmente sfortunati, doloranti, perdenti, soli, impauriti. Lasciate perdere il vostro orgoglio che si autocommisera, lasciate perdere le vostre vecchie convinzioni sulla vostra speciale, sfortunata condizione. Apritevi davvero alla vita che va a vanti. Alla primavera. Alla musica, al canto e alla danza. Ormai sapete che questa possibilità c'è, è reale ed è vicina.
Ogni mattina mi alzo e penso alla fortuna di fare un lavoro meraviglioso. E voi siete un dono. E io vi ringrazio.
Pace.

domenica 20 novembre 2011

Danza della luna - Centro Ricerche Yoga Barzanò (LC)



Percorso di consapevolezza danzante, alla ricerca della divinità del corpo
con Francesca Salcioli e Guglielmo Nigro
Presso il Centro Ricerche Yoga di Barzanò (LC).
Domenica 20 novembre 2011, a partire dalle ore 20,30.

La Danza della Luna esprime la possibilità di rintracciare la Luce nel Corpo e di dar luce al Corpo.
Attraverso l'esperienza del movimento circolare, nel grembo del ritmo, nell'identificazione con gli elementi, è possibile rinascere al ciclo della vita.
Il percorso espressivo, secondo i principi della danzamovimento-terapia, ha la finalità di risvegliare la spontaneità espressiva del corpo in movimento, accompagnato da sonorità tribali.
Nel susseguirsi di diverse fasi (rilassamento, ginnastica passiva, riscaldamento, esercizi preparatori di danza orientale, improvvisazione finale) le partecipanti potranno entrare in contatto con la propria sensorialità spirituale, attraverso i simboli della danza orientale, alle radici dell'esperienza mistica della danza.
Il percorso favorisce la coemergenza di corpo, mente e suono; il recupero dell’espressività spontanea e del piacere del corpo funzionale che si riattiva; la scoperta di nuove possibilità personali; lo sviluppo di un nuovo equilibrio energetico, laddove la fluidità dell’acqua, simbolicamente legata alla luna, alla femminilità, alla circolarità, si incontra con il calore e il temperamento che nasce dal movimento nel suono. Permette infine di vivere un’esperienza di gruppo emotivamente significativa, le partecipanti possono infatti riconoscersi l’una nell’altra, ritrovarsi simili nelle diversità personali, vicine e forti di questa condivisione.
Non sono necessarie competenze musicali o di danza per partecipare.
Si consiglia di venire con abiti comodi e una coperta. 

Noi danziamo in cerchio e supponiamo ... ma il segreto sta nel mezzo e sa.
Detto Zen


Francesca Salcioli - Naturopata e performer, laureata in Discipline dello Spettacolo, specializzanda in Terapeutica Artistica. Ricercatrice in danzaterapia, teatro olistico e arpaterapia. Master Reiki Usui.
http://www.myspace.com/frinasaille

sabato 19 marzo 2011

Danza della luna - La Fonte (BG)

hiroshige


In occasione dell'ultimo plenilunio di inverno, a due giorni dall'equinozio di primavera...

Danza della luna
Percorso di consapevolezza danzante,
alla ricerca della divinità del corpo
con Francesca Salcioli e Guglielmo Nigro

sabato 19 marzo 2011 dalle 21.00 (ritrovo ore 20.45)
presso Centro Shiatsu La Fonte, via Buratti 57, Bergamo 
con la collaborazione di Veronica Formenti 

quota di partecipazione 30€
con tisana della luna al termine della danza
prenotazione obbligatoria
(contattare me o Veronica Formenti al 3488823964)


La Danza della Luna esprime la possibilità di rintracciare la Luce nel Corpo e di dar luce al Corpo.
Attraverso l'esperienza del movimento circolare, nel grembo del ritmo, nell'identificazione con gli elementi, è possibile rinascere al ciclo della vita.
Il percorso espressivo, secondo i principi della danzamovimento-terapia, ha la finalità di risvegliare la spontaneità espressiva del corpo in movimento, accompagnato da sonorità tribali.
Nel susseguirsi di diverse fasi (rilassamento, ginnastica passiva, riscaldamento, esercizi preparatori di danza orientale, improvvisazione finale) le partecipanti potranno entrare in contatto con la propria sensorialità spirituale, attraverso i simboli della danza orientale, alle radici dell'esperienza mistica della danza.
Il percorso favorisce la coemergenza di corpo, mente e suono; il recupero dell’espressività spontanea e del piacere del corpo funzionale che si riattiva; la scoperta di nuove possibilità personali; lo sviluppo di un nuovo equilibrio energetico, laddove la fluidità dell’acqua, simbolicamente legata alla luna, alla femminilità, alla circolarità, si incontra con il calore e il temperamento che nasce dal movimento nel suono. Permette infine di vivere un’esperienza di gruppo emotivamente significativa, le partecipanti possono infatti riconoscersi l’una nell’altra, ritrovarsi simili nelle diversità personali, vicine e forti di questa condivisione.
Non sono necessarie competenze musicali o di danza per partecipare.
Si consiglia di venire con abiti comodi e una coperta. 

Noi danziamo in cerchio e supponiamo ... ma il segreto sta nel mezzo e sa.
Detto Zen


Francesca Salcioli - Naturopata e performer, laureata in Discipline dello Spettacolo, specializzanda in Terapeutica Artistica. Ricercatrice in danzaterapia, teatro olistico e arpaterapia. Master Reiki Usui.
http://www.myspace.com/frinasaille

 scarica il volantino

venerdì 12 novembre 2010

Concerto Maitri e Danza della Luna - Galbusera Bianca (LC)



Con grande gioia, apro le porte a una domenica di novembre piena di nuova musica e di danza.
Il 21 novembre, dalle ore 12,00, presso l'Oasi Galbusera Bianca, Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, presenterò un nuovo progetto musicale dal nome Maitri - Le mani e la voce, la gioia della musica per la pace del cuore.
Con me (harmonium, fisarmonica, bansoori, percussioni, voce) suoneranno Francesca Salcioli (arpa celtica, voce) e Stafano Chiodini (flauto traverso, sax soprano e tenore). Il concerto accompagnerà il pranzo dell'Osteria Bio di Galbusera Bianca, con cucina biodinamica vegetariana.

A seguire, a partire dalle ore 16,30 fino alle 19, a salutare l'arrivo di una notte di luna piena, ci sarà la Danza della Luna - Percorso di consapevolezza danzante, alla ricerca della divinità del corpo, con me e Francesca.

La Danza della Luna esprime la possibilità di rintracciare la Luce nel Corpo. E di dar luce al Corpo.
Attraverso l'esperienza del movimento circolare, nel grembo del ritmo, nell'identificazione con gli elementi, è possibile rinascere al ciclo della vita. Un percorso di sensorialità spirituale, attraverso i simboli della danza orientale, le sonorità tribali, alle radici dell'esperienza mistica della danza.

Non sono necessarie competenze musicali o di danza per partecipare.
Consiglio di venire con abiti comodi e una coperta.

Il pranzo musicale costa 25€.
La danza della luna costa 30€.
La prenotazione è obbligatoria. 
Potete contattare me, oppure Gaetano di Galbusera Bianca: 335 284174

Oasi di Galbusera Bianca
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone
Via Galbusera Bianca, 2 – Località Monte – 23888 Rovagnate (LC)


Francesca Salcioli
- Naturopata e performer, laureata in Discipline dello Spettacolo, specializzanda in Terapeutica Artistica. Ricercatrice in danzaterapia, teatro olistico e arpaterapia. Master Reiki Usui.
http://www.myspace.com/frinasaille


Stefano Chiodini - Musicista, suona il sax tenore, soprano e il flauto traverso. Laureato in Filosofia a indirizzo Teoretico. Suona con Guglielmo Nigro nel duo jazz C2 e nel gruppo folk-jazz Goolij Niger. Con Gaetano Ievolella, attore e regista, suona nello spettacolo su Fabrizio De Andre’ Faber, non ho una faccia adatta alle mie canzoni. Collabora a diversi altri progetti musicali e teatrali.
http://www.myspace.com/schiodini

martedì 5 ottobre 2010

Bellezza oltre la bellezza

 (c) peter kuper

Ho avviato con un gruppo di persone affette da disturbi psichici un laboratorio di musicoterapia che si sviluppa nell’arco di circa quattro mesi.
All’inizio di ogni percorso mi faccio alcune domande, più o meno sempre le stesse.
Cosa voglio comunicare dell’esperienza del suono e della musica.
Quali predisposizioni o interessi incontrerò nel nuovo gruppo.
Quali conoscenze nuove avrò modo di apprendere.
Quale richiamo sentiremo, se il movimento del corpo, l’improvvisazione musicale, il canto, il silenzio…

La malattia psichica (o psichiatrica, per certi versi) assume spesso l’ombra della disperazione. Abbiamo la fortuna di camminare per il mondo sviluppando quel poco di consapevolezza che la nostra natura ci concede, per quello che siamo e quello che si muove dentro e intorno a noi. Sappiamo bene che il potenziale distruttivo della pazzia, dell’alienazione, dell’autodistruzione, è presente nel corpo e nella mente di tutti.
Con questa consapevolezza, non è difficile incontrare gli altri con semplice apertura.
È qui che il suono si presenta come un’opportunità.

Il tessuto connettivo della musica, la sua portata armonizzante, emozionante, stimolante, rilassante favorisce l’incontro. Non c’è separazione quando si è immersi insieme nelle stesse onde sonore.
La fenomenologia ci dice che tutti gli esseri umani rispondo con le stesse caratteristiche e gli stessi meccanismi a determinate situazioni, ma ognuno mettendo in campo la propria specificità derivante dalle risorse, dalla storia, dalle ferite, dalle gioie individuali.
Il suono unisce e differenzia, quindi. È in questo incontro diversificato che è possibile il confronto costruttivo, la sorpresa, l’apprendimento.
In questo terreno fertile, è di secondaria importanza la tecnica che si utilizza, o l’obiettivo espressivo che si vuole mettere in atto. Ovvero, rimangono centrali e importanti perché caratterizzano e danno senso all’intervento, ma al contempo sono inutili, privi di senso, appunto, se non si basano sul terreno comune dell’incontro.

La musica è al contempo contenitore e contenuto, espressione e inflessione, apertura e ripiegamento.
Il primo compito del musicoterapeuta, nelle situazioni di disagio, quindi, è ricordare a tutti i partecipanti, per primo se stesso, quali sono le caratteristiche tutte umane che ci accomunano indistintamente. Il secondo compito, che nasce e si sviluppa insieme, è la valorizzazione della portata individuale di ogni persona. È un equilibrio importante che l’esperienza del suono favorisce in modo straordinario.

Nel momento in cui il gruppo, per esempio, si impegna in un’improvvisazione collettiva con strumentazione Orff, il gesto comune del fare musica favorisce condivisione e differenziazione, nel contributo specifico di ogni partecipante. La qualità dell’impegno, dell’energia, della precisione ritmica, dell’attenzione all’altro, della propria affermazione sull’altro, … è il principio sul quale ruota l’esperienza e si connota quel tipo di particolare equilibrio. L’eccitazione della scoperta si riattiva, la vitalità trasferita dal e nel suono genera inaspettate emozioni, che è possibile accogliere o rifiutare, ma che sono lì, per dare senso al nostro fare comune.
Tutte questo viene prima della bellezza, di un esecuzione o di una voce, ma genera inevitabilmente, prima o dopo, bellezza. Dobbiamo superare il problema della bellezza di quanto viene suonato, danzato, cantato. Dobbiamo superarlo in negativo, andando oltre l’idea che da persone che non hanno specifiche conoscenze musicali, per di più limitate da sofferenza psichica, non possa in alcun modo nascere qualcosa di bello e che, di conseguenza, tale qualità non vada affatto ricercata. Dobbiamo superarlo in positivo, andando oltre l’idea che uno degli obiettivi primari debba essere la riproduzione del bello. Uso appositamente il termine “riproduzione”. La bellezza non nasce dall’accostamento a modelli (sinfonici, jazzistici, cantautorali, …) specifici e noti, ma dall’apertura all’inaspettato. È il potenziale naturalmente armonico e benefico della musica, che si rivela nell’ascolto reciproco e nella capacità di lasciarsi andare all’esperienza autentica. Riferirsi a un bello già dato può rivelarsi costrittivo, inefficace, doloroso.
Armonia ed esperienza autentica sono obiettivi importanti di lavoro. E qualunque siano le tecniche messe in gioco, il musicoterapeuta può raggiungere questi obiettivi solo attraverso l’incontro e il confronto. Inutile dire che il primo ad essere disponibile a questo incontro deve essere proprio il musicoterapeuta.
Senza paura.

giovedì 15 aprile 2010

Esperienze di radicamento sonoro - La Casa Dei Popoli, Villasanta (MB)



Prende il via una nuova collaborazione, con La Casa dei Popoli di Villasanta, vicino a Monza.

Giovedì 15 aprile, dalle ore 21, proponiamo un coinvolgente percorso espressivo di esplorazione corporea con la musica e con la pratica di rituali vocali finalizzati al radicamento, al rilassamento e alla consapevolezza psicofisica.
In un fluire dinamico di esperienze, i partecipanti impareranno alcune tecniche vocali e corporee per riarmonizzare il proprio equilibrio psicofisico e per riscoprire la gioia di un nuovo contatto positivo con la terra e con le proprie radici.

La prima esperienza si apre al suono che nasce dal movimento e attraverso il movimento riconduce il corpo al radicamento con la terra.
La seconda esperienza, dalla terra, sulla terra, sveglia il corpo che danza con la musica e ritrova la gioia del contatto con sé stessi, con le proprie radici umane e spirituali.
La terza esperienza è quella della voce che canta, nell’apertura del respiro al cielo, allo spazio della libera esplorazione dell’essere.

Non sono necessarie competenze musicali di alcun tipo per partecipare all’incontro.
Si consiglia di venire con abiti comodi e con una coperta.
Il prezzo è popolare, come vuole la tradizione delle case dei popoli: 10€ a persona.

La prenotazione è obbligatoria: casadeipopoli@fastwebnet.it; Mario Origo, 335 6347374

La casa dei popoli.
Via Garibaldi 6, Villasanta (MB)

domenica 11 aprile 2010

Danza della luna - Galbusera Bianca (LC)



Percorso di consapevolezza danzante, alla ricerca della divinità del corpo
con Francesca Salcioli e Guglielmo Nigro

domenica 11 aprile 2010 dalle 17.00
quota di partecipazione 30€
prenotazione obbligatoria
per i partecipanti è possibile cenare all'osteria bio di Galbusera Bianca a 20€

Oasi di Galbusera Bianca
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone
Via Galbusera Bianca, 2 – Località Monte – 23888 Rovagnate (LC)

La Danza della Luna esprime la possibilità di rintracciare la Luce nel Corpo.
E di dar luce al Corpo.
Attraverso l'esperienza del movimento circolare, nel grembo del ritmo, nell'identificazione con gli elementi, è possibile rinascere al ciclo della vita.
Un percorso di sensorialità spirituale, attraverso i simboli della danza orientale, le sonorità tribali, alle radici dell'esperienza mistica della danza.

Non sono necessarie competenze musicali o di danza per partecipare.
Venire con abiti comodi e una coperta.



Francesca Salcioli: cantante, attrice. Laureata in Discipline dello Spettacolo. Ricercatrice nella danzaterapia, nel teatro olistico, nelle discipline naturopatiche, nell'arpaterapia. Master Reiki Usui. Cantante e autrice nella Celtic Harp Orchestra.

venerdì 12 marzo 2010

Celebriamo la primavera - Galbusera Bianca (LC)



Rituale musicale di saluto alla Primavera – i suoni dell’equinozio

domenica 21 marzo 2010 dalle 14.30 alle 17.30
quota di partecipazione 20€
prenotazione obbligatoria

Oasi di Galbusera Bianca
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone
Via Galbusera Bianca, 2 – Località Monte – 23888 Rovagnate (LC)

L’equinozio di primavera apre le porte al risveglio della natura, dopo il ripiegamento e il riposo dell’inverno. Tutto il Cosmo partecipa all’amplesso mistico della rinascita.
In un canto armonico di vita, tutti i suoni della natura offrono l’opportunità di una riscoperta di sé nel mondo, nella spontaneità, nel sincronismo spirituale.
L’attività sarà suddivisa in due parti.
La prima si svolgerà all’aperto, per immergersi nei suoni della rinascita, nel cerchio energetico della partecipazione e dell’intima comprensione. Si svilupperà l’ascolto partecipe e profondo, si giocherà all’imitazione spontanea dei suoni, si metterà radici come alberi secolari.
La seconda parte si svolgerà all’interno, per partecipare a un percorso musicale ed espressivo che simboleggia il rito di passaggio vita/morte/rinascita.
Si canterà l’antico mantra dell’Ohm e si danzerà con la voce e col corpo per celebrare la nuova stagione.

Non sono necessarie competenze musicali di alcuni tipo per partecipare all’incontro.
Si consiglia di venire con abiti comodi e con una coperta, e di portare scarpe adatte per una breve passeggiata nei prati.

Come sempre, è possibile pranzare nell'Osteria Bio di Galbusera Bianca prima dell’incontro – cucina biodinamica vegetariana 15€.



Saluterò di nuovo il sole 
di Forough Farrokhzad

Saluterò di nuovo il sole,

e il torrente che mi scorreva in petto,
e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri
e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino
che con me hanno percorso le secche stagioni.


Saluterò gli stormi di corvi
che a sera mi portavano in offerta
l’odore dei campi notturni.
Saluterò mia madre, che viveva in uno specchio
e aveva il volto della mia vecchiaia.
E saluterò la terra, il suo desiderio ardente
di ripetermi e riempire di semi verdi
il suo ventre infiammato,
sì, la saluterò
la saluterò di nuovo.


Arrivo, arrivo, arrivo,
con i miei capelli, l’odore che è sotto la terra,
e i miei occhi, l’esperienza densa del buio.
Con gli arbusti che ho strappato ai boschi dietro il muro.


Arrivo, arrivo, arrivo,
e la soglia trabocca d’amore
ed io ad attendere quelli che amano
e la ragazza che è ancora lì,
nella soglia traboccante d’amore, io
la saluterò di nuovo. 

da Un’altra nascita.

venerdì 19 febbraio 2010

Radicamento 2 - Danze espressive




Regredire per crescere

Lavorare sul radicamento significa trovare contatto con la terra, le radici, la base, i pilastri che possono supportare la nostra crescita umana, emotiva, fisica e spirituale.
Il rischio più grande dei percorsi di radicamento è la regressione. È importante non confondere la regressione con lo sviluppo di un nuovo livello di consapevolezza. La regressione di per sé non può e non deve essere unico obiettivo di un percorso di radicamento, tanto meno di un percorso di crescita. Aggiungo che tale sottolineatura è coerente con il funzionamento fisico, psicologico e spirituale del nostro essere. Lo sviluppo personale non è mai lineare ma circolare, e un livello di coscienza superiore include e rielabora il precedente. Allo stesso modo, quando si lavora per armonizzare un particolare chakra, si accompagna un cambiamento funzionale anche negli altri chakra. È questo il principio essenziale di un approccio olistico alla trasformazione, alla crescita e alla cura. Secondo questo punto di vista, è importante accompagnare al lavoro di grounding un percorso di consapevolezza, di comprensione e di inclusione psicologica e spirituale.
Se si realizza un percorso di radicamento, qualunque esso sia, non è utile e positivo, quindi, lasciare l’esperienza nel non detto, isolata dal contesto del percorso e dal pre-testo personale dei singoli partecipanti. Se ciò avviene, si rischia di generare una profonda scissione nel sé delle persone: da un lato l’esperienza piacevole, oceanica della regressione, dall’altra l’insoddisfazione e le difficoltà del quotidiano. Il radicamento è efficace quando permette alle persone di entrare in contatto con la propria energia vitale, di ritrovare un dialogo con la natura, la terra e le radici e da questo rinnovato dialogo progredire, rielaborare, sviluppare nuova consapevolezza. Ritrovare in sé nuova forza ed energia, un nuovo appoggio per saltare in avanti, per crescere.

L’uomo e l’albero

Quello che espongo di seguito è un semplice rituale di danza-movimentoterapia di radicamento.
È un percorso espressivo che associa a specifiche musiche una gestualità e un movimento spontaneo del corpo. Per ogni brano è indicata una particolare “consegna”, ovvero delle regole che limitano, guidano e sostengono il movimento. Il praticante dovrà rispettare scrupolosamente queste regole e saggiare i propri limiti, metterli alla prova e superarli con la spontaneità, l’intuizione e la gioia del corpo in movimento.
Dalla mobilità quotidiana del passo, del cammino umano, si arriverà all’immobilità radicata dell’albero, che diviene simbolo di solidità, di appartenenza, di congiunzione tra le linfe del terreno e l’energia vitale del sole, tra la terra e il cielo.
È importante curare i passaggi da una danza all’altra, rimanendo immobili al termine della musica per almeno dieci respiri, e portando l’attenzione al proprio corpo e all’appoggio che il corpo ha a terra. Poiché ogni danza lavora su specifiche organizzazioni psico-fisiche e propriocettive, è importante allenarsi a cogliere le differenze, le variazioni che si attivano nel corpo e nelle proprie emozioni. Solo così sarà possibile trarre un vero piacere dal percorso e sviluppare una nuova consapevolezza di sé e del mondo.

Passi di danza

Ecco la sequenza dettagliata. Per ogni danza indico un brano musicale che è quello che sto usando attualmente. Non è in nessun modo vincolante, ma solo uno spunto, un suggerimento.

1. Il riscaldamento
In silenzio, ci muoviamo nello spazio a nostra disposizione. Osserviamo, ascoltiamo, verifichiamo le distanze, gli ingombri, portiamo l’attenzione alle nostre tensioni del corpo, alla qualità dell’appoggio dei nostri piedi a terra, al nostro respiro. Ci prepariamo per un viaggio, per un ritorno alle nostre radici.

2. Il cammino
Una processione giocosa, libera, aperta alla scoperta. Camminiamo, senza correre, senza saltare, senza strisciare. Camminiamo spontaneamente sperimentando tutti i possibili modi a nostra disposizione: in avanti, all’indietro, lateralmente, sui talloni, sulle punte dei piedi, velocemente, molto lentamente, alzando le braccia, rannicchiandoci. Diamo nuovo senso all’attività che più spesso ci occupa durante la giornata nella posizione verticale. Ci apriamo a nuove possibilità di movimento.
Musica: Processional, Dave Holland

3. Il rotolamento
Stesi a terra, rotoliamo in tutte le direzioni, in tutti i modi che ci sono possibili. È il ritorno al contatto totale del corpo con la terra. Il ritorno ai giochi infantili, nei prati, sul tappeto del soggiorno, attenti agli altri per non scontrarci ma scontrandoci gioiosamente.
Musica: African Journey, Dead Can Dance

4. Il palmo di una mano a terra
Almeno il palmo di una mano deve essere sempre completamente appoggiato a terra. Siamo primati, incapaci alla posizione eretta, cerchiamo tutte le possibilità che il corpo ci offre mentre una o entrambe le mani ci sorreggono. Abbiamo l’appoggio, percepiamo il vincolo, cerchiamo il movimento libero, sdraiandoci a terra, saltando, muovendoci gobbi nelle dieci direzioni.
Musica: Sulu Kule Havasi, Gypsy Music Of Costantinopoly

5. I piedi scivolano
Le piante dei piedi non possono mai perdere contatto con il terreno. Ci muoviamo nello spazio scivolando, scorrendo i piedi sulla terra, liscia ruvida complice ostacolante. Cerchiamo la leggerezza e la carezza al suolo, il sostegno diviene fluido, mentre spostiamo armoniosamente il peso e l’equilibrio del nostro corpo. Saggiamo la superficie, ritroviamo le sensibilità percettive dei piedi, che ci riempiono di nuove informazioni.
Musica: The Word, Prince

6. I salti
Al ritmo della musica ci muoviamo saltando. Anche solo per un attimo, tra un passo e l’altro, tra un movimento e l’altro, entrambi i piedi sono staccati da terra, il corpo sospeso, in “volo”. Saltiamo a piedi uniti, a piedi alternati, sullo stesso piede ripetutamente, più o meno in alto, più o meno velocemente. Saggiamo la stabilità del terreno, la nostra forza nel corpo, la nostra resistenza, stimoliamo dinamicamente le piante dei piedi, che vengono irrorate con decisione. Percepiamo e giochiamo con il peso del nostro corpo. Sentiamo se siamo pesanti appesantiti trascinati giù, oppure leggeri volanti volatili. Troviamo nuove direzioni nelle quali muoverci. Possiamo ricercare un compagno di danza, e appoggiarci alla forza, alla leggerezza altrui.
Musica: Stop, Goran Bregovic

7. L’albero scosso dal vento
E a questo punto, in silenzio, trovato un luogo adatto, un angolo di terra accogliente e sicuro, ci fermiamo e mettiamo radici. Percepiamo i nostri piedi irrorati che aderiscono a terra, e immaginiamo le terminazioni che si allungano nel terreno. Siamo un ponte, tra la linfa che proviene da terra e l’energia del sole che proviene dal cielo. Solo quando ci sentiamo ben piantati, inizierà l’ultimo ascolto, che sarà il nostro vento. Scuoterà i nostri rami, i nostri tronchi, in movimenti dolci o vorticosi, lenti o rapidi, tesi o piegati, fluidi o spezzati. Ma le nostre radici saranno ben salde a terra, ancorate, solide.
Musica: Street Spirit, Radiohead

8. Alla terra
Finite le danze, ci stendiamo a terra, nella posizione che preferiamo, e rimaniamo in silenzio, in ascolto per almeno 10 minuti. Siamo completamente sorretti dalla terra, che ci accoglie, generosa e solida, e dialoga con la nostra energia. Ci lasciamo andare, fiduciosi, percependo la forza e l’immensità della madre terra che ci consola, mentre esausti e liberi la ringraziamo con un leggero sorriso. Impariamo l’ascolto, la fiducia, il lasciar andare, la libertà, la condivisione, l’appartenenza, l’immobilità, l’amore.

9. Un canto
Ci sediamo comodamente, la schiena diritta ma rilassata. Non dobbiamo avvertire alcun tipo di tensione nel corpo. Nel silenzio, nell’abbandono cantiamo il bija mantra “lam” (LLLAAAMMM), per tutta la durata dell’espirazione, accentuando la consonante “l” e lasciando che il suono vocalico della “a” piano piano si nasalizzi in “m”. Proseguiamo per almeno 5 minuti. Ascoltando la forza e il dinamismo dell’appoggio del nostro primo chakra a terra.

domenica 14 febbraio 2010

Esperienze di radicamento sonoro - Galbusera Bianca (LC)


Prende il via una nuova collaborazione, con l'Oasi di Galbusera Bianca, nella splendida Valle del Curone (LC).
Domenica 14 febbraio, dalle ore 15 alle ore 17, si potrà festeggiare S. Valentino con un coinvolgente percorso espressivo di esplorazione corporea con la musica e con la pratica di rituali vocali finalizzati al radicamento, al rilassamento e alla consapevolezza psicofisica.
In un fluire dinamico di esperienze, i partecipanti impareranno alcune tecniche vocali e corporee per riarmonizzare il proprio equilibrio psicofisico e per riscoprire la gioia di un nuovo contatto positivo con la terra e con le proprie radici.

La prima esperienza si apre al suono che nasce dal movimento e attraverso il movimento riconduce il corpo al radicamento con la terra.
La seconda esperienza, dalla terra, sulla terra, sveglia il corpo che danza con la musica e ritrova la gioia del contatto con sé stessi, con le proprie radici umane e spirituali.
La terza esperienza è quella della voce che canta, nell’apertura del respiro al cielo, allo spazio della libera esplorazione dell’essere.

Non sono necessarie competenze musicali di alcun tipo per partecipare all’incontro.
Si consiglia di venire con abiti comodi e con una coperta.
Il costo dell'incontro è di 20€ a persona.

La prenotazione è obbligatoria. Se siete interessati vi chiedo di scrivermi o telefonarmi (trovate i contatti in home page in alto a destra).

Sarà possibile pranzare prima dell'incontro, con cucina biodinamica vegetariana al prezzo di 15€; ma è necessario prenotare chimando Gaetano Besana al numero 335 284174 o inviando una e-mail a info@galbuserabianca.it

Oasi di Galbusera Bianca
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone
Via Galbusera Bianca, 2 – Località Monte – 23888 Rovagnate (LC)
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