domenica 13 agosto 2017

Studi sul sonno (01)



Per anni ho "studiato" il sonno nella mia diretta esperienza, perché per anni ho sofferto di insonnia. Sin da ragazzino ho avuto risvegli notturni con leggeri attacchi di ansia che hanno portato i miei genitori a somministrarmi del Valium, nientemeno. Questo ha velocemente annientato il mio regolare ciclo di sonno e veglia.
Con gli studi universitari di psicologia e infinite ricerche personali, ho avviato un percorso che più di dieci anni fa mi ha restituito al piacere della notte e del sonno.
I percorsi di musicoterapia e di meditazione mi sono stati di enorme aiuto. Per questo, oggi, ancora studio il sonno (e il sogno e i suoi simboli) perché ritengo che sia uno degli aspetti più importanti ma sottovalutati nel quadro di benessere della nostra società. 
Nei percorsi di lavoro con le persone nel mio studio privato, i disturbi del sonno sono spesso presenti e sono parte del percorso di integrazione che viene realizzato.
Per tutte queste ragioni, posso ritenermi un esperto del sonno, e posso offrire diversi sostegni per aiutare le persone a migliorare decisamente il loro rapporto con il dormire, ricordando che non è tanto importante quanto si dorme, ma come si dorme. Il segnale più chiaro è: mi sono svegliato riposato, o sono ancora stanco?
Ecco, su tutto questo si può, si deve lavorare, perché incide profondamente sulla nostra salute psicofisica. 
Nei prossimi giorni, posterò alcuni estratti dai testi che negli anni ho letto sull'argomento.
Iniziando da oggi, con alcune importanti riflessioni sulle funzioni del sonno.




da Il Sonno, R. Dhalke

sabato 1 luglio 2017

Esperienza, conoscenza e mistica

da Mistica Pienezza di Vita, Raimon Panikkar




sabato 17 giugno 2017

Evviva il dialetto!

Uno degli obiettivi che mi pongo nel lavoro con le persone, chiunque esse siano, è quello di sensibilizzare all'ascolto di musica diversa, che apra nuovi spazi e nuove emozioni. Purtroppo, devo riconoscere che la cultura musicale di base è in generale piuttosto appiattita e la curiosità spesso poco stimolata.
Ravvivare la voglia di esplorare, ecco un buon obiettivo per un qualunque lavoro di musicoterapia. Questo lavoro diventa ancora più speciale quando l'obiettivo vuole coinvolgere persone con disabilità come quelle con cui lavoro a Seregno, presso Il Ritorno.
Dopo aver esplorato con un gruppo le canzoni "epiche", con un altro gruppo è stata la volta delle canzoni in dialetto. Ne è nato un percorso decisamente vario, non per forza originale, ma comunque curioso.
Ecco di seguito la lista degli ascolti.
















venerdì 9 giugno 2017

Piccolo Festival Arte Applicata - Tavola Rotonda



Stasera, venerdì 9 giugno, a partire dalle ore 20.30, avrò il piacere di condurre una tavola rotonda nell'ambito del Piccolo Festival Arte Applicata presso la scuola del Castello Sforzesco di Milano, in via Giusti 42.
Il titolo del workshop è: Il giusto tempo - forme e tecnologie della memoria.
Con me interverranno:
Elham Asadi - Illustratrice
Pasquale Frisenda - Fumettista
Martin Gerull - Scultore
Oki Izumi - Scultrice
Paola Redemagni - Esperta di arte funeraria
Marco Rossari - Traduttore e scrittore

Parleremo di educazione (forse l'ambito più complesso di arti applicate legate alla memoria), di suoni e loro rappresentazioni sulla carta, di Realtà e Verità, di Tarocchi di Marsiglia, di opere funerarie, di ricostruzione della Storia, di materiali e rigenerazione della terra, di vetro e trasparenze, di personaggi letterari, di memoria dell'acqua, di Alzheimer e, spero, tante altre cose.

A questo link le informazioni su tutto il Piccolo Festival di Arte Applicata

lunedì 5 giugno 2017

La festa (musicale) del papà

Quest'anno, presso il nido di Arlate (LC) abbiamo organizzato una festa dei papà un po' speciale: un incontro musicale tutto dedicato a loro e ai loro bimbi. I papà che avevano familiarità con qualche strumento hanno potuto portarlo e suonarlo insieme, in alcune semplici e divertenti improvvisazioni collettive.
La figura genitoriale del padre è cambiata molto negli ultimi anni. Più vicini, empatici, partecipativi alla crescita quotidiana dei propri figli, i papà stanno imparando sempre più cosa vuol dire mettersi in gioco e ascoltarsi. Non è semplice, perché per molto tempo il padre nella nostra cultura ha rappresentato altro.
L'improvvisazione sonora con i bimbi, oltre a essere un'occasione creativa divertente, è anche un modo per mettersi in ascolto, per osservarsi e osservare i propri bimbi in modo diverso. Un'esperienza conoscitiva non banale, insomma, che sovverte alcuni "canoni" per dare voce a forme nuove. Ancora più preziosa se pensiamo che spesso, agli incontri di musica aperti a genitori e bambini di solito partecipano quasi soltanto le mamme.
Potrebbe essere interessante provare a organizzare incontri di questo tipo con cadenza regolare. 
Se qualche papà è interessato, può contattarmi e proviamo a formare un gruppo. 
Chissà.

Di seguito alcune foto dell'incontro presso il nido di Arlate.










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