Osservazione nella vita quotidiana.
Mio figlio Cecio e l'amico Sandro in un serrato dialogo non verbale.
sabato 27 aprile 2013
Comunicazione non verbale
Etichette:
cecio,
comunicazione,
comunicazione non verbale,
foto,
idee,
vita
venerdì 26 aprile 2013
Tavole dell'On Zon Su©
Un interessante punto di vista sul benessere dei piedi, dall'introduzione alla Riflessologia plantare cinese (On Zon Su):
Oggi i veri monaci non esistono più, ma c’è un relativo generale benessere e le malattie vengono curate dai medici.
Sono scomparse alcune malattie tipiche dei tempi antichi, ma ne sono apparse di nuove dovute all’eccessivo uso di medicinali, all’inquinamento e a tutti i cambiamenti dell’ambiente.
Nel mondo contemporaneo si dà troppa importanza alla testa e troppo poco ai piedi. Si privilegiano le attività intellettuali e sedentarie e si cammina sempre di meno.
Le calzature sono considerate dal punto di vista estetico e non da quello del beneficio per i piedi.
L’uso di materiali non naturali per fabbricare le scarpe impedisce ai piedi di respirare, indebolendoli e rendendoli soggetti a malattie.
A ogni problema nei piedi corrisponde uno squilibrio nella salute dell’organismo; bisogna riscoprire i piedi e capire la loro importanza per il nostro benessere. Ecco perché è utile imparare e praticare il massaggio dei piedi.
Ming Wong C.Y. e Alessandro Conte
INIZIAZIONE ALLO ON ZON SU, ed. Mediterranee
Loredana Banfi, oltre a praticare questa tecnica di riflessologia plantare, ha realizzato delle reinterpretazioni artistiche delle antiche tavole dell'On Zon Su, che riporto qui sotto.
Per poter ricevere un trattamento, trovi tutte le informazioni sul suo blog.
mercoledì 24 aprile 2013
La gioia del suono - Libreria La Cicala di Merate (LC)
Incontro gratuito aperto a tutti.
Ogni anno la Natura si rinnova. La primavera che ritorna e si prepara a esplodere nell'estate ci ricorda che siamo parte di ritmi naturali più ampi e integrati. E rinnova un messaggio chiaro per ognuno di noi: è il momento per ricominciare, per riaprirci, per tornare a fiorire e gioire del mondo e di noi stessi. Per farlo, il primo passaggio è ricominciare ad ascoltarsi e a riconoscere i propri ritmi; tornare a suonare la propria musica. Il secondo è ristabilire una comunicazione integrata tra corpo e mente, tra interno ed esterno, tra uomo e natura. La musica, il canto, il movimento e, più in generale, i suoni di cui siamo fatti e che ci circondano sono una risorsa eccezionale per stimolare il cambiamento, per ritornare in contatto con noi stessi, per gioire della vita.
L'incontro si pone l'obiettivo di introdurre alcune semplici modalità per scegliere la musica più adatta a noi, alcune semplici tecniche vocali per calmare la mente e ritrovare un po' di pace, alcuni movimenti del corpo per riequilibrare l'energia psicofisica. Ma soprattutto un'occasione per ricordarci che abbiamo la gioiosa responsabilità di nutrire il nostro rapporto primario con i suoni all'insegna del benessere e della creatività.
Ogni anno la Natura si rinnova. La primavera che ritorna e si prepara a esplodere nell'estate ci ricorda che siamo parte di ritmi naturali più ampi e integrati. E rinnova un messaggio chiaro per ognuno di noi: è il momento per ricominciare, per riaprirci, per tornare a fiorire e gioire del mondo e di noi stessi. Per farlo, il primo passaggio è ricominciare ad ascoltarsi e a riconoscere i propri ritmi; tornare a suonare la propria musica. Il secondo è ristabilire una comunicazione integrata tra corpo e mente, tra interno ed esterno, tra uomo e natura. La musica, il canto, il movimento e, più in generale, i suoni di cui siamo fatti e che ci circondano sono una risorsa eccezionale per stimolare il cambiamento, per ritornare in contatto con noi stessi, per gioire della vita.
L'incontro si pone l'obiettivo di introdurre alcune semplici modalità per scegliere la musica più adatta a noi, alcune semplici tecniche vocali per calmare la mente e ritrovare un po' di pace, alcuni movimenti del corpo per riequilibrare l'energia psicofisica. Ma soprattutto un'occasione per ricordarci che abbiamo la gioiosa responsabilità di nutrire il nostro rapporto primario con i suoni all'insegna del benessere e della creatività.
Etichette:
libreria la cicala,
musicoterapia olistica,
seminari
giovedì 18 aprile 2013
Incontri di Medicina Cinese Classica - California di Lesmo (MB)
L'amico Fabrizio Bonanomi, operatore shiatsu e studioso di Medicina Cinese Classica, terrà nel mese di maggio tre incontri per parlare di costituzioni e punti energetici nell'uomo, presso il Centro Yoga Il Diamante di California di Lesmo (MB).
I dettagli qui sotto.
I dettagli qui sotto.
Etichette:
fabrizio bonanomi,
il diamante,
medicina cinese classica,
seminari
giovedì 14 marzo 2013
Il gioco del giardiniere: innaffiare i semi
La
nostra mente è un insieme caotico e stratificato di pensieri, emozioni,
sensazioni. Le formazioni mentali di cui siamo consapevoli sono molto meno di quelle
di cui abbiamo poco o nulla consapevolezza.
La libertà personale consiste nel dare vita a un nuovo gioco, quello della scoperta della nostra natura e di come si muove la nostra coscienza. Nella tradizione buddhista si parla dei semi, ovvero quelle formazioni mentali (pensieri, emozioni, sensazioni) piacevoli o spiacevoli che sono già dentro di noi (nella cosiddetta “coscienza deposito”) e che attendono solo di essere innaffiate prima di manifestarsi. Riconoscerle, innaffiare i semi positivi invece di quelli negativi, sentire come si sviluppano dentro di noi, tutto questo è un’arte, l’arte della consapevolezza. Ogni pratica artistica richiede impegno, vitalità, creatività, curiosità e disponibilità all’imprevisto. Se ci apriamo a questa condizione, ogni situazione della nostra vita (ricorrente o inaspettata) è una bellissima, luminosa opportunità per conoscere chi siamo e come si muove la nostra coscienza. Ci sono moltissime pratiche che possono aiutarci. Di seguito riporto le quattro pratiche della diligenza (virya paramita), così come le descrive il maestro buddhista Thich Nhat Hanh. Vuol essere uno spunto per riflette, ma soprattutto uno stimolo per agire diversamente nel nostro quotidiano.
La libertà personale consiste nel dare vita a un nuovo gioco, quello della scoperta della nostra natura e di come si muove la nostra coscienza. Nella tradizione buddhista si parla dei semi, ovvero quelle formazioni mentali (pensieri, emozioni, sensazioni) piacevoli o spiacevoli che sono già dentro di noi (nella cosiddetta “coscienza deposito”) e che attendono solo di essere innaffiate prima di manifestarsi. Riconoscerle, innaffiare i semi positivi invece di quelli negativi, sentire come si sviluppano dentro di noi, tutto questo è un’arte, l’arte della consapevolezza. Ogni pratica artistica richiede impegno, vitalità, creatività, curiosità e disponibilità all’imprevisto. Se ci apriamo a questa condizione, ogni situazione della nostra vita (ricorrente o inaspettata) è una bellissima, luminosa opportunità per conoscere chi siamo e come si muove la nostra coscienza. Ci sono moltissime pratiche che possono aiutarci. Di seguito riporto le quattro pratiche della diligenza (virya paramita), così come le descrive il maestro buddhista Thich Nhat Hanh. Vuol essere uno spunto per riflette, ma soprattutto uno stimolo per agire diversamente nel nostro quotidiano.
Nella nostra
coscienza deposito ci sono semi di sofferenza e semi di felicità, semi salutari
e semi non-salutari; la pratica della diligenza consiste nell’innaffiare i semi
salutari. La diligenza può essere agita attraverso quattro pratiche.
Prima
di tutto sistema la tua vita in modo da non dare ai semi cattivi alcuna
occasione di manifestarsi. Dobbiamo
organizzare la nostra vita e il nostro ambiente affinché in noi il seme della
violenza, il seme della rabbia, il seme della disperazione non abbiano alcuna
occasione di essere innaffiati. Alcuni di noi vivono in ambienti nei quali i
semi negativi si innaffiano tutti i giorni. Quella non è diligenza: dobbiamo
organizzarci, dobbiamo prendere decisioni, dobbiamo usare il nostro libero
arbitrio per decidere come condurre la nostra vita, per scegliere i nostri
consumi abituali. Sappiamo benissimo che in noi ci sono i semi della
disperazione, della violenza, della rabbia e della paura; non è sano permettere
che siano innaffiati e che si manifestino […] Potete discutere con gli altri
come creare un certo ambiente, uno stile di vita che vi aiutino a prevenire
l’innaffiare e il manifestarsi dei semi negativi che avete dentro.
Che fare, poi, nel
caso che i semi negativi siano stati innaffiati e si manifestino? Fate in modo che tornino prima possibile
alla forma di seme. Ci sono molti sistemi: per esempio con la pratica di yoniso manaskara, l’attenzione appropriata, si porta l’attenzione
su altri oggetti della coscienza, su cose che siano interessanti, pacifiche e
positive. Quando siamo in contatto con le cose buone, le manifestazioni non
salutari tornano al luogo da cui sono venute, riprendendo la forma di semi. Fra
i metodi consigliati dal Buddha c’è anche quello di “sostituire il piolo”. In
tempi antichi, per unire due blocchi di legno il falegname usava dei pioli o
cavicchi di legno […] Se il cavicchio marciva lo si poteva sostituire facendone
entrare a forza uno nuovo nello stesso foro, così da rimpiazzare il piolo
vecchio con il nuovo. L’analogia serve a illustrare la tecnica per cambiare
formazione mentale. Quando capita che il seme della rabbia venga innaffiato e
si manifesti nella relativa formazione mentale a livello di coscienza mentale,
si sta male; a quel punto si tratta di chiamare un’altra formazione mentale per
sostituire quella della rabbia.
Ai giorni nostri
invece dell’immagine della sostituzione del piolo io userei piuttosto quella di
“cambiare il CD”: se il CD che stai ascoltando non è bello lo sostituisci con
un altro. Nella nostra coscienza deposito abbiamo tanti bellissimi CD tra i
quali scegliere! Se lasciamo che il primo CD che abbiamo messo (ossia la
formazione mentale) si faccia sentire a lungo, quello continuerà a innaffiare i
semi negativi riportando a galla ancora sempre le stesse cose. La seconda pratica della diligenza,dunque,
è quella di cambiare il CD, cioè di fare in modo che le manifestazioni
negative riprendano la forma di seme quanto prima possibile.
La
terza pratica è innaffiare i semi positivi e salutari che si trovano nella
nostra coscienza deposito, dando loro
l’opportunità di manifestarsi: il seme della compassione, il seme dell’amore,
il seme della speranza, il seme della gentilezza amorevole, il seme della
gioia. Questi semi sono già dentro di te, dunque organizza la tua vita e la tua
pratica in modo che vengano innaffiati più volte nella giornata, così che si
possano manifestare. Possiamo farlo come individui, possiamo farlo come coppia,
possiamo farlo come Sangha, aiutandoci a vicenda a innaffiare i semi salutari
affinché si manifestino sullo schermo della coscienza mentale. Quando si
manifestano i semi salutari, la gioia, la libertà e la felicità diventano
possibilità concrete.
La
quarta pratica è mantenere viva la manifestazione il più a lungo possibile. È come quando abbiamo ospiti graditi: siamo felicissimi
della loro presenza, dunque li incoraggiamo a fermarsi il più a lungo possibile
[…] Lo stesso vale quando continui a guardare spettacoli violenti alla
televisione: il seme della violenza cresce sempre più dentro di te. Se continui
ad ascoltare i discorsi di Dharma, vengono innaffiati di continuo i semi
salutari della comprensione e della libertà. Per questo ragione la paramita
della diligenza va compresa alla luce degli insegnamenti sulla coscienza.
Thich
Nhat Hanh, da Camminando con il Buddha (ed. Mondadori)
Etichette:
citazione,
consapevolezza,
riflessioni,
seminari,
thich nhat hanh,
yoga barzanò
Iscriviti a:
Post (Atom)
Tutti i testi di questo blog sono (c) di Guglielmo Nigro, salvo dove diversamente indicato. Puoi diffonderli a tuo piacere ma ti chiedo di indicare sempre la fonte e/o l'autore.




