mercoledì 20 aprile 2016
Breve ciclo di incontri sulla Genitorialità - Calco (LC)
Presento di seguito il nuovo ciclo di incontri sulla Genitorialità che terrò presso il Nido "Piccole Meraviglie" di Calco, il mercoledì sera, dalle ore 21. Le date sono 27 aprile, 11 e 25 maggio. Il costo di partecipazione ai tre incontri è complessivamente di 30 euro per il singolo genitore o di 50 euro complessivi per la coppia di genitori.
Ecco di seguito gli argomenti che affronteremo:
- L'autostima di nostro figlio: riflessioni su come sostenerla, come affrontare la paura dell'errore, come aiutarlo ad affrontare e gestire la frustrazione delle difficoltà, come contenere l'ansia da prestazione.
- Il nostro bambino ferito interiorizzato: come agisce sui nostri meccanismi automatici, come riconoscerlo, come prendersene cura, come interagisce nella relazione con i nostri figli.
- La nostra presenza mentale nel qui e ora: riflessioni e strumenti per migliorarla e comprenderne meglio l'efficacia.
La partecipazione a questi incontri è aperta a tutti.
Un po' di storia su questi incontri
Nel corso dell'anno scolastico 2015-2016, presso il nido e la scuola dell'infanzia di Calco (LC) ho tenuto un ciclo di 5 incontri con i genitori, sul tema della Genitorialità consapevole. Di cosa si tratta? Normalmente uso questa immagine: è un po' come andare ad osservare la matrice che si colloca dietro alla fenomenologia dell'essere genitori.
Quindi: il tema della consapevolezza nel momento presente; le influenze delle eredità familiari e culturali sui nostri comportamenti; gli automatismi e le nostre reazioni impulsive; lo sviluppo di un approccio più creativo e aperto all'ascolto; la possibilità di prendersi cura del nostro bambino ferito interiorizzato; ...
(Qui una presentazione per un ciclo di incontri analogo che ho tenuto alla Cicala di Merate)
Gli incontri sono stati molto partecipati. Le persone sono venute con le loro domande e le loro esperienze, e abbiamo messo in movimento idee, vissuti ed emozioni.
Per questo motivo, un gruppo di genitori mi ha chiesto la disponibilità a realizzare un altro breve ciclo di incontri di approfondimento. Ci siamo riuniti, ne abbiamo parlato, e abbiamo individuato dei temi che stanno loro particolarmente a cuore, e che ho elencato a inizio articolo.
Se volete unirvi al gruppo di genitori di Calco, potete scrivermi (guglielmo.nigro@gmail.com).
Vi aspetto.
mercoledì 23 marzo 2016
Spunti formativi sui bambini "fragili", per Educatori e Insegnanti (2)
A inizio marzo ho tenuto un nuovo incontro con un gruppo numeroso di educatrici sul tema dei bambini "fragili". Ne ho parlato qui.
Nuovamente, un'occasione importante per riflettere sulle sfide che i bambini di oggi ci portano, e i limiti con i quali insegnanti ed educatrici si confrontano ogni giorno.
Anche in questo caso, le partecipanti hanno dato forma ai loro bambini fragili. Cinque gruppi, cinque istallazioni, che hanno trova alla fine modo di riconnettersi l'una all'altra.
Penso al concetto di inter-essere: tutte le cose in questo universo non esistono in modo separato dalle altre, ma co-esistono, sono interdipendenti (puoi trovare qui uno spunto di riflessione).
I bambini inter-sono con i genitori, gli insegnanti, i contesti di vita, l'organizzazione scolastica, le condizioni ambientali e logistiche in cui si sviluppa la pratica educativa, ... con tutto quello che li nutre e offre loro sostegno.
Di seguito, le foto delle installazioni.
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I suoni nella pratica educativa - Presentazione Workshop alla Cicala di Merate (LC)
Dopo la splendida esperienza dell'anno scorso, sono lieto di annunciare un nuovo ciclo di incontri sull'uso consapevole e creativa della musica in ambito educativo presso la Libreria La Cicala di Merate.
4 incontri, ogni martedì sera, a partire da martedì 5 aprile 2016, dalle ore 21.
Il primo incontro è gratuito e aperto a tutti. Costo complessivo, 90 euro.
A chi si rivolge
A te, che lavori
nell'ambito dell'educazione, e vuoi imparare a utilizzare la musica e
i suoni con i bambini in modo più consapevole.
Che vuoi
riscoprire le potenzialità educative e relazionali della musica.
Che vuoi
sviluppare più competenze nell'utilizzare i suoni in modo creativo e
gioioso.
Premessa teorica
La musica è gioco,
scoperta (di sé e dell’altro), movimento, apprendimento, relazione
e vitalità. Le proposte musicali nell’età dello sviluppo
favoriscono la possibilità di accrescere competenze e capacità che
vanno oltre il suono. Nel momento in cui i bambini, all’interno del
gruppo della propria classe, si impegnano a realizzare semplici
dialoghi sonori con le percussioni e la voce, a muovere il corpo con
la musica, a scoprire le caratteristiche energetiche e relazioni
delle vibrazioni, imparano a riconoscere l’altro, a comprendere il
valore del contributo di ognuno, a rispettare regole e contesti
specifici e condivisi, a sorprendersi per la bellezza magica della
musica.
Si parlerà di:
- quale idea di educazione
- la relazione e i suoni nel lavoro coi bambini
- la vibrazione, il corpo vibrante, l’incontro sonoro
- la relazione educativa è un’orchestra sonora
- l’improvvisazione e il dialogo sonoro
- la scelta consapevole della musica (con l’analisi di alcuni elementi sonori fondamentali che costituiscono la musica)
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lunedì 21 marzo 2016
Premio-punizione nelle scuole, ovvero come impoverire ancora di più chi ha più bisogno
Sono anni che cerco di condividere con educatrici e insegnanti i tanti terribili tranelli che il metodo premio-punizione nasconde. Nell'illusione del controllo e del rispetto delle regole, questo sistema genera paura attraverso comportamenti aggressivi o compra attraverso la ricompensa.
In questo modo, si insegna ai bambini, già da piccoli, a non comprendere il valore delle singole attività o conoscenza che vengono loro trasmesse, ma a mercificare l'adesione a specifici comportamenti e saperi in vista di un risultato.
Negli incontri con genitori e insegnanti ricordo sempre la storiella di Gregory Bateson che a memoria fa più o meno così:
La mamma di Luca dà sempre un gelato a suo figlio dopo che questi ha terminato di mangiare tutti i piselli.
Dovremmo quindi chiederci cosa ci dice se da grande:
- Luca amerà o odierà i piselli;
- Luca amerà o odierà il gelato;
- Luca amerà o odierà la sua mamma.
Quel che è certo, aggiungo io, è che Luca non apprezzerà i piselli per quello che sono, ma li vedrà solo come un mezzo per ottenere una ricompensa. Questo è uno scambio commerciale.
Riproposto in diversi ambiti educativi, questo metodo insegna a adeguare il proprio comportamento, i propri bisogni e le proprie idee per ottenere amore o non subire una punizione da parte delle figure educative di riferimento.
Un altro esempio deriva dalla mia esperienza diretta come professionista in ambito musicoterapeutico.
Ero alle mie prime esperienze in ambito scolastico. Tenevo un ciclo di incontri di musica presso una scuola primaria della provincia di Milano. Gli obiettivi generali erano quelli di permettere ai bambini di sperimentare esperienze musicali strutturate, piacevoli e creative, per comprendere innanzitutto cos'è il suono e la vibrazione, e favorire un graduale processo di scambio musicale nella classe e il processo di autoregolazione dei bambini. Non la normale lezione di musica, con flauto dolce e tastiera, insomma.
Dopo i primi incontri, ho iniziato a notare l'assenza sistematica di alcuni bambini all'incontro. Casualmente, quelli più "problematici". A quel punto ho chiesto una spiegazione all'insegnante di riferimento, la quale mi ha detto che erano assenti perché non si erano comportati bene in classe. Poiché l'attività di musica era per loro una delle più belle della settimana, essa era stata usata come strumento di ricatto, come forma di premio. Risultato: i bambini che più avrebbero giovato di tali incontri, erano sistematicamente esclusi, e un'attività che era di per sé bella e stimolante diventava immediatamente qualcos'altro.
I bambini che più hanno bisogno, secondo il modello premio-punizione, vengono sempre meno nutriti da cose belle e stimolanti, per il semplice fatto che, secondo questo modello, non se lo meritano!
Ho chiesto all'insegnante di non usare più i miei incontri come forma di ricatto. E da quel giorno, ogni volta che avvio un progetto con una scuola, esplicito questo punto per evitare fraintendimenti.
Noi genitori e noi professionisti dell'educazione non dobbiamo farci sedurre dai presunti risultati immediati del metodo premio-punizione, perché le sue ricadute nel medio-lungo termine sono tragiche. Dovremmo sempre riflettere su tali ricadute prima di agire, e cercare metodi nuovi, creativi che aiutino i bambini a comprendere il senso di quello che stanno facendo e di andare oltre la paura. Solo così è possibile mantenere viva la loro curiosità ad apprendere e sana e congruente la nostra relazione con loro.
Un ultimo esempio lo cito qui sotto in forma di fumetto. Sono tre pagine tratte da Paul ha un lavoro estivo, di Michel Rabagliati. In questo caso, il protagonista della vicenda viene escluso da un progetto parascolastico da lui stesso proposto e sviluppato, perché i suoi voti scolastici sono negativi. Osservate nella splendida sintesi del tratto di Rabagliati, la sbornia di potere del dirigente scolastico e chiedetevi, quante volte lo abbiamo visto in azione, questo processo? Quante volte ne sono stato io stesso protagonista e artefice?
Ancora oggi accade, in scuole non tanto lontane da noi, anzi vicinissime, che gli insegnanti girino il banco di uno studente rivolto verso il muro, in modo che non possa vedere altro. In fondo alla classe, faccia al muro... Cosa sto insegnando veramente in questo modo? Cosa sto producendo?
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